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il blog di Luciano Muhlbauer

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La sicurezza asimmetrica: polizia con taser e microcamera, ma senza numero identificativo

October 1, 2014

Il taser, cioè la pistola che spara scariche elettriche, e la telecamera integrata nella divisa stanno per fare il loro ingresso ufficiale nell’equipaggiamento della polizia italiana. Siamo ancora a livello sperimentale, ovviamente, come peraltro accade da inizio anno con lo spray al peperoncino, ma ci sono pochi dubbi che la strada sia ormai tracciata.

Infatti, le microcamere applicate al gilet dei reparti mobili potrebbero essere utilizzate già il 2 ottobre a Napoli, in occasione delle manifestazioni di protesta contro il vertice Bce, mentre è di ieri la notizia che alla Camera le competenti Commissioni hanno approvato un emendamento che introduce il taser.

Dei famosi numeri identificativi sul casco degli agenti dei reparti mobili di Polizia e Carabinieri, invece, non si parla più nemmeno a Chi l’ha visto?. Eppure si tratterebbe di una misura tutt’altro che sovversiva, visto che quel numero se lo portano addosso in quasi tutti i paesi europei, dalla Germania alla Francia, e persino nell’autoritaria Turchia. Ce l’hanno semplicemente perché i superiori vogliono sapere chi fa che cosa.

E qui da noi? È risaputo che nelle questure e negli equilibri interni alla polizia di stato i reparti mobili e le loro rappresentanze hanno ormai acquisito notevole potere contrattuale e, quindi, sembra che nessun Ministro o partito di governo (e non solo di governo) abbia voglia di porre seriamente il problema. E soprattutto fa terribilmente comodo non porre il problema, specie quando mandi la celere a reprimere senza nemmeno pagare gli straordinari oppure quando metti in campo operazioni violente e palesemente illegali, come la macelleria messicana alla Diaz nel 2001.

È così l’asimmetria, che nelle vicende di piazza c’è sempre stata, si fa però davvero insopportabile. Grazie alla microcamera sul gilet dei reparti mobili, le forze dell’ordine potranno ora riprendere anche quel poco che finora era sfuggito alle numerose telecamere già presenti in occasione di manifestazioni, scioperi e presidi, ma in cambio, addirittura in caso di abusi palesi e documentati, non sarà possibile identificare i dirigenti o agenti di pubblica sicurezza responsabili

Ma quello che indigna veramente è la leggerezza e la naturalezza con le quali si coltiva quella asimmetria. Del numero identificativo non si può nemmeno discutere, ma l’introduzione del taser viene fatta in un batter d’occhio, senza alcun dibattito, sebbene sia universalmente noto che l’arma “non letale” abbia provocato numerose conseguenze letali in giro per il mondo. Infatti, secondo Amnesty International i morti per taser sarebbero 864 soltanto in Usa e Canada, dal 2001 a oggi. E cosa potrà mai succedere nel paese di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi?

Davvero, a parte le solite voci che per fortuna non si spengono mai, nessuno sente il dovere di dire o fare qualcosa? Davvero non c’è il coraggio di affrontare la questione ora e qui, prima di dover piangere altre vite rubate?

Taser è l'acronimo di Thomas A. Swift's Electronic Rifle e deriva da un personaggio dei fumetti degli anni '50

Taser è l'acronimo di Thomas A. Swift's Electronic Rifle e deriva da un personaggio dei fumetti degli anni '50

In Sicurezza Tags taser, polizia, microcamera, numero identificativo, repressione
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Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente d
Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente disoneste, non fanno che ribadire che la ragione ultima vada cercata nell’abbandono delle classi popolari e nella trasformazione in pretoriani degli interessi dominanti da parte delle forze politiche tradizionali. Eppure, si insiste e si insiste ancora, dal taglio del welfare al riarmo, passando per qualche rincorsa securitaria delle destre. In Germania il governo Merz, tenuto in vita da quello che resta della socialdemocrazia, punta tutto sul riarmo e vuole costruire il “primo esercito europeo”, salvo poi rischiare di doverlo consegnare ai nuovi nazi. Un capolavoro. Ora, io non dico che sarà semplice, perché anche avendoli visti arrivare e avere belle analisi non è sufficiente, ma cristo almeno smettiamola di pensare che qualche appello antifascista e qualche ammucchiata senza bussola possa portare da qualche parte.
Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed
Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed è così oggi. Per questo è decisivo impegnarsi per la rottura di ogni collaborazione con la colonizzazione, la pulizia etnica e il genocidio.
#compas #uniti #freepalestine #milano #napoli
#compas #uniti #freepalestine #milano #napoli
Di nuovo per la Palestina, come ieri e come domani, perché neanche per un giorno dobbiamo arrenderci alla normalizzazione del genocidio, a Milano e ovunque
Di nuovo per la Palestina, come ieri e come domani, perché neanche per un giorno dobbiamo arrenderci alla normalizzazione del genocidio, a Milano e ovunque
A Milano riprendono i cortei del sabato per la Palestina
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA

No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono:
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono: la caccia agli antifa scatenata dall’amministrazione Trump è sbarcata anche in Italia, colpendo il collettivo Autistici/Inventati, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro e dichiarato “Specially Designated Global Terrorist” dal Dipartimento di Stato. Di solito, quando gli Usa sanzionano qualcun* per motivi politici, tipo i giudici della corte penale internazionale o Francesca Albanese, l’Italia e gli altri paesi europei balbettano due banalità, ma poi non muovono nemmeno mezzo dito. Ora cosa farà il governo italiano? Si adeguerà anche stavolta al comando di Trump o avrà qualche sussulto di dignità? Già, domanda più che legittima, perché Autistici/Inventati non è un gruppo clandestino, ma una realtà del movimento attiva alla luce del sole e legalmente nella lotta per i diritti digitali sin dal 2001, l’anno di Genova. La mia completa solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati!

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