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il blog di Luciano Muhlbauer

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Sentenza processo Bennet: scioperare non è reato, neanche nella logistica

July 8, 2014

Volevano condanne forti ed esemplari contro i lavoratori e sindacalisti per gli scioperi alla Bennet di Origgio (VA) del 2008, ma la sentenza di primo grado emessa ieri 7 luglio dal Tribunale di Busto Arsizio è una sostanziale vittoria per i lavoratori. Certo, ci sono anche le quattro condanne a 2 mesi, con sospensione della pena, per minacce e ingiurie, ma le 16 assoluzioni e, soprattutto, la bocciatura della tesi centrale dell’accusa, cioè che scioperi e picchetti fossero un reato da sanzionare, rappresentano indubbiamente una notizia positiva per quanti si battono per i diritti dei lavoratori nel settore della logistica.

La situazione di pesante sfruttamento e di sistematica elusione delle più elementari regole del diritto del lavoro che predomina nel settore della logistica, rende infatti estremamente difficile la stessa sindacalizzazione, figuriamoci l’organizzazione di vertenze e lotte. Nei poli logistici e nella movimentazione merci della grande distribuzione lo sciopero è de facto fuorilegge, sebbene sia una diritto costituzionalmente tutelato.

Beninteso, formalmente è tutto in regola, grazie a quel micidiale sistema di appalti e subappalti, per cui l’azienda (Granarolo, Ikea, Bennet o comunque si chiami) non assume direttamente i facchini, ma appalta invece alcune fasi di lavoro a delle cooperative. Così,  quando i facchini della cooperativa X scioperano e si blocca quindi la movimentazione delle merci nell’azienda Z, allora quest’ultima mobilita semplicemente un’altra cooperativa, che chiamiamo Y –magari controllata dagli stessi che controllano anche la cooperativa X-, per garantire il “servizio” che la cooperativa X non riesce più a garantire. Facendo così, i lavoratori in sciopero della cooperativa X diventano una sorta di paria, dei senza diritti, che sostano abusivamente all’ingresso dell’azienda Z, impedendo in maniera illegale l’ingresso delle merci ed ostacolando il diritto al lavoro dei facchini della cooperativa Y.

Questa dinamica, con le tante possibili varianti sul tema, la troviamo regolarmente in praticamente tutte le lotte nel settore della logistica di questi ultimi anni. E quindi, anche la risposta tende ad essere normalmente quella repressiva, dalle botte di polizia e carabinieri, come a Basiano, ai fogli di via per sindacalisti, passando per i licenziamenti politici e i pestaggi paramafiosi. È un mondo duro, esposto alle infiltrazioni malavitose e dove sembra di essere tornati indietro nel tempo, agli albori del movimento sindacale. Ma è un mondo al servizio dei modernissimi interessi dei padroni della logistica e della grande distribuzione.

Ecco, la vicenda Bennet (grande distribuzione) fa parte di quel mondo. Lavoratori, sindacalisti e persone solidali, secondo l’accusa, avrebbero dovuto pagare caro, anche in termini di risarcimento monetario, il fatto di aver lottato e scioperato. Il processo e il giudice hanno detto invece un’altra cosa, assolvendo tutti per le accuse relative alle lotte sindacali, picchetti compresi.

Dal 2008 ad oggi la sindacalizzazione nella logistica ha fatto grandi passi avanti, grazie all’impegno di alcuni sindacati di base (quelli confederali brillano invece per assenza o peggio) e alla determinazione dei lavoratori del settore, spesso in maggioranza migranti. Ma moltissima strada è ancora da fare, poiché continua a prevalere la risposta repressiva e l’assenza di diritti. E anche larghissima parte del mondo politico fa finta di non vedere, quando non si schiera apertamente contro le lotte dei facchini, rendendosi di fatto complice di questa allucinante situazione.

Anche per questo, la sentenza sul caso Bennet è un piccolo ma prezioso segnale.
 

Per saperne di più sul caso Bennet leggi questi comunicati del S.I.Cobas: Solidarietà agli imputati per la lotta alla Bennet di Origgio e Comunicato: sulla sentenza del processo di Origgio

In Lavoro Tags facchini, logistica, bennet, origgio, sciopero, s.i.cobas
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Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente disoneste, non fanno che ribadire che la ragione ultima vada cercata nell’abbandono delle classi popolari e nella trasformazione in pretoriani degli interessi dominanti da parte delle forze politiche tradizionali. Eppure, si insiste e si insiste ancora, dal taglio del welfare al riarmo, passando per qualche rincorsa securitaria delle destre. In Germania il governo Merz, tenuto in vita da quello che resta della socialdemocrazia, punta tutto sul riarmo e vuole costruire il “primo esercito europeo”, salvo poi rischiare di doverlo consegnare ai nuovi nazi. Un capolavoro. Ora, io non dico che sarà semplice, perché anche avendoli visti arrivare e avere belle analisi non è sufficiente, ma cristo almeno smettiamola di pensare che qualche appello antifascista e qualche ammucchiata senza bussola possa portare da qualche parte.
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Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed è così oggi. Per questo è decisivo impegnarsi per la rottura di ogni collaborazione con la colonizzazione, la pulizia etnica e il genocidio.
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A Milano riprendono i cortei del sabato per la Palestina
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA

No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono:
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono: la caccia agli antifa scatenata dall’amministrazione Trump è sbarcata anche in Italia, colpendo il collettivo Autistici/Inventati, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro e dichiarato “Specially Designated Global Terrorist” dal Dipartimento di Stato. Di solito, quando gli Usa sanzionano qualcun* per motivi politici, tipo i giudici della corte penale internazionale o Francesca Albanese, l’Italia e gli altri paesi europei balbettano due banalità, ma poi non muovono nemmeno mezzo dito. Ora cosa farà il governo italiano? Si adeguerà anche stavolta al comando di Trump o avrà qualche sussulto di dignità? Già, domanda più che legittima, perché Autistici/Inventati non è un gruppo clandestino, ma una realtà del movimento attiva alla luce del sole e legalmente nella lotta per i diritti digitali sin dal 2001, l’anno di Genova. La mia completa solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati!

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