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il blog di Luciano Muhlbauer

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Con i profughi, contro i nazi, a fianco della resistenza curda. 11-14S: quattro giorni di mobilitazioni a Milano

September 8, 2015

A Milano e dintorni si avvicina un fine settimana denso di mobilitazioni. In molti potrebbero obiettare che non era il caso di promuovere tante iniziative in così pochi giorni, visto che non viviamo certo in un momento di effervescenza di piazza. Tuttavia non sempre, anzi quasi mai, ci è concesso il lusso di scegliere in base alle nostre esigenze e molto più spesso, invece, dobbiamo fare i conti con quanto ci impongono la vita e la realtà. E ora ci impongono di mobilitarci e schierarci a fianco dei profughi e contro i nuovi muri, per la libertà e contro i raduni nazifascisti,  a sostegno della resistenza curda nel Rojava e in Turchia e contro la guerra di Daesh e Erdogan.

Prendetevi alcuni minuti per leggere questo sintetico elenco delle iniziative e capirete che stiamo parlando di mobilitazioni tutte non solo giuste, ma necessarie. Sono mobilitazioni diverse, con promotori in parte uguali e in parte diversi, di cui forse alcuni ci piacciono di più e altri di meno. Ma non importa, perché quello che conto è il contenuto e il messaggio. Insomma, deciderete voi cosa fare in quei giorni, ma in ogni caso, se potete, non rimanete a casa e schieratevi.

Venerdì 11 settembre – ore 21.00 – Stazione di Porta Genova - Milano
Marcia delle donne e degli uomini scalzi

Sarà una marcia da P.ta Genova fino alla Darsena, per schierarsi dalla parte dei profughi, di chi scappa da guerre, repressione e dittatori. L’iniziativa milanese nasce da un appello nazionale, promosso da un arco di promotori molto ampio. Anche le adesioni milanesi sono molto larghe. L’iniziativa chiede corridoi umanitari, accoglienza dignitosa, chiusura dei campi di detenzione dei migranti e un sistema d’asilo unico in Europa.
Tutte le info sull’evento fb: www.facebook.com/events/1597675400495455/

Sabato 12 e domenica 13 settembre -  Cantù
Mobilitazione contro il meeting neonazista internazionale di FN

Non è la prima volta, anzi, il locale Sindaco è recidivo. E così, per la terza volta Cantù è destinata ad ospitare nei giorni 11-13 settembre un meeting nazifascista di livello internazionale, organizzato da Forza Nuova. Si è formato un fronte molto ampio contro questo scempio. Sono previste diverse iniziative antifasciste, tra cui un’assemblea sabato sera e, probabilmente, un appuntamento di piazza domenica sera.
Per tutte le info fate riferimento alla pagina fb Noi diciamo NO al festival neonazista a Cantù

Domenica 13 settembre – dalle ore 14.00 – Stazione Centrale - Milano
#StopWarNotPeople: presidio-happening a fianco dei profughi e contro i raduni nazifascisti

Un evento che dura fino a sera, per “aprire le frontiere, fermare le guerre, respingere il razzismo”, ma anche per ribadire “No ai raduni neofascisti di Casa Pound e Forza Nuova a Milano e Cantù”. Già, perché quest’anno i gruppi nazifascisti vogliono strafare e, quindi, non c’è solo il meeting di FN a Cantù, ma anche l’annuncio di Casa Pound di voler tenere negli stessi giorni il suo festival nazionale proprio a Milano, visto che nell’autunno scorso grazie alla Lega di Salvini avevano potuto sfilare persino in Duomo. Il festival, tuttavia, non lo potranno tenere in città, ma dovranno andare a Castano Primo. Comunque, noi saremo in Stazione Centrale, il luogo dove tantissimi milanesi hanno portato la loro solidarietà ai profughi e ai migranti, per dire che stiamo con i profughi e contro i razzisti e i fascisti.
Tutte le info sull’evento fb: www.facebook.com/events/1649142811999776

Lunedì 14 settembre – ore 18.30 – piazza San Babila - Milano
#NoiSiamoKobane: corteo a sostegno della resistenza curda

Su questo blog ne abbiamo già parlato (Con la resistenza kurda. Contro la guerra di Erdogan) e ne riparleremo ancora. Comunque, è il turno della Turchia ad Expo e il 14 settembre potrebbe arrivare Erdogan o qualche esponente governativo. La Comunità curda di Milano ha fatto un appello alla mobilitazione, raccolta già da molte realtà. L’assemblea cittadina del 3 settembre scorso, indetta per parlarne, ha deciso per un corteo per lunedì 14.
Tutte le info sull’evento fb: www.facebook.com/events/436362863222256

In Movimenti Tags milano, cantù, antifascismo, antirazzismo, profughi, migranti, Kurdistan, curdi, erdogan, solidarietà, resistenza, corteo, presidio
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DONNA VITA LIBERTÀ
né regime, né monarchia
Oggi presidio a Milano a fianco dei popoli dell’Iran in rivolta contro il regime.
DONNA VITA LIBERTÀ né regime, né monarchia Oggi presidio a Milano a fianco dei popoli dell’Iran in rivolta contro il regime.
2mila persone hanno oggi manifestato a Milano per chiedere la liberazione dei palestinesi arrestati dopo natale con accuse pesantissime e basate interamente su segnalazioni israeliane. Forse è giunto il momento che anche chi fino ad oggi ha pr
2mila persone hanno oggi manifestato a Milano per chiedere la liberazione dei palestinesi arrestati dopo natale con accuse pesantissime e basate interamente su segnalazioni israeliane. Forse è giunto il momento che anche chi fino ad oggi ha preferito stare in silenzio prenda parola. O no?
Il 2025 era finito con gli arresti di diversi palestinesi, tra cui il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia (Api), Mohammad Hannoun, con l’accusa pesantissima di associazione con finalità di terrorismo. Leggendo le carte dei magistrati si scopre che le accuse sono praticamente un copia e incolla di dossier israeliani, che sostengono che gli aiuti umanitari inviati a Gaza e Cisgiordania dalle associazioni palestinesi indagate abbiano sostenuto Hamas. Insomma, grosso modo la stessa accusa che le autorità israeliane rivolgono a chiunque porti aiuti o servizi nei territori occupati, dalle agenzie Onu fino alle Ong, tra cui anche Medici senza frontiere. L’obiettivo di Israele è chiaro e trasparente, cioè creare il vuoto attorno al popolo palestinese per poter proseguire senza ostacoli la pulizia etnica. L’obiettivo del governo Meloni pare altrettanto chiaro e trasparente, cioè delegittimare e disarticolare il movimento di solidarietà che in autunno aveva portato milioni di persone in piazza. Questa mi pare sia l’essenza della questione e questa è la ragione per cui occorre reagire e non metterci spalle al muro a balbettare. Specie ora, quando l’anno nuovo è cominciato come era finito quello vecchio, con il nuovo (dis)ordine globale che produce nuove guerre e intensifica quelle vecchie, che vedono come prime vittime le aspirazioni dei popoli e delle comunità di potersi autodeterminare e la libertà delle persone di potersi battere per i propri diritti.
GIÙ LE MANI DALLA PALESTINA E DAL VENEZUELA
📅 sabato 10 gennaio h. 14
👉 corteo
📍 Milano, via Giacosa, ang. via Bolzano (M1 Rovereto)
 
Durante le feste sono successe molte cose, dall’ulteriore stretta repressiva contro il movimento di
GIÙ LE MANI DALLA PALESTINA E DAL VENEZUELA 📅 sabato 10 gennaio h. 14 👉 corteo 📍 Milano, via Giacosa, ang. via Bolzano (M1 Rovereto) Durante le feste sono successe molte cose, dall’ulteriore stretta repressiva contro il movimento di solidarietà con il popolo palestinese fino all’intervento militare statunitense contro il Venezuela, mentre a Gaza e Cisgiordania il finto cessate il fuoco ha prodotto unicamente il silenzio mediatico su quello che sta accadendo. Non c’è bisogno di aggiungere altro, perché in fondo sappiamo già tutte queste cose. Quello che invece occorre fare è muoverci e alzare le nostre voci, a partire da questo sabato.
Il 2025 ci aveva portato le piazze piene di rabbia e speranza, ma sta terminando con la risposta del governo a suon di sgomberi e repressione. E allora per il 2026 ci auguro di essere all’altezza della situazione, lucidɜ, determinatɜ e unitɜ
Il 2025 ci aveva portato le piazze piene di rabbia e speranza, ma sta terminando con la risposta del governo a suon di sgomberi e repressione. E allora per il 2026 ci auguro di essere all’altezza della situazione, lucidɜ, determinatɜ e unitɜ
Gaza e tutta la Palestina non fanno più notizia. È questo il principale risultato dei cosiddetti “accordi di pace”, che in realtà non sono nemmeno un vero cessate il fuoco.  Israele continua a bombardare e bloccare l&
Gaza e tutta la Palestina non fanno più notizia. È questo il principale risultato dei cosiddetti “accordi di pace”, che in realtà non sono nemmeno un vero cessate il fuoco. Israele continua a bombardare e bloccare l’afflusso degli aiuti, mentre gran parte della popolazione di Gaza è costretta in metà del territorio della striscia. In Cisgiordania non va meglio, perché coloni ed esercito proseguono nella pulizia etnica e nella cacciata dei palestinesi dalle loro terre. Questa è la realtà sul campo, mentre qui da noi i complici hanno fatto calare il silenzio e destre e “riformisti” del Pd vogliono persino tappare la bocca ai chi denuncia i crimini di Israele, proponendo la messa fuorilegge della critica al sionismo. Per questo occorre tenere viva la mobilitazione. Tutto il resto sono chiacchiere #Gaza #StopGenocide #EndOccupation #FreePalestine #Resistenza

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