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il blog di Luciano Muhlbauer

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In difesa del Rojava, sabato 14 febbraio corteo a Milano

February 13, 2026

Questo fine settimana le comunità curde di tutta Europa si mobiliteranno, in occasione dell’anniversario del sequestro di Abdullah Öcalan, leader del movimento di liberazione curdo, sequestrato il 15 febbraio 1999 a Nairobi dai servizi turchi e da allora segregato nel carcere di Imrali. Ma quest’anno c’è anche un altro, urgente motivo per mobilitarsi, cioè l’aggressione militare al Rojava e al confederalismo democratico da parte del regime dell’ex qaedista Al Sharaa e delle milizie mercenarie al servizio della Turchia di Erdogan, con il benestare degli Stati Uniti.

L’offensiva militare del regime era partita dai quartieri curdi di Aleppo e si è spinta fino alle porte di Kobane. Allo stato vige un precario cessate il fuoco, basato su un altrettanto precario accordo tra amministrazione autonoma del Rojava e regime di Damasco, ma quello che accadrà nel futuro dipenderà in larga parte dalla solidarietà e dalle pressioni che si riusciranno a costruire a livello internazionale. Infatti, il nuovo ordine che avanza in Medio Oriente lascia il Rojava sempre più isolato nel contesto regionale, considerate la nuova alleanza del regime degli ex qaedisti con gli Stati Uniti e le trattative della Russia con Al Sharaa, tese al mantenimento della base militare di Tartus sulla costa del Mediterraneo.

Non a caso dal Rojava e da tutto il movimento curdo arriva la richiesta a* solidali europei di mobilitarsi, perché oggi, nelle condizioni date, è un’illusione pensare di poter resistere con la sola forza militare. O per dirla con una voce curda: “In queste condizioni, il campo più efficace e capace di produrre risultati per i curdi è quello dell’organizzazione politica e sociale globale. Le reti costruite passo dopo passo attraverso la diaspora negli ultimi cinquant’anni sono diventate oggi non soltanto un ambito di sostegno, ma il fronte più forte e decisivo della lotta”.

Sono lontanissimi i tempi in cui sui nostri media venivano celebrati gli eroi e le eroine di Kobane che avevano sconfitto sul campo l’ISIS e oggi, con qualche lodevole eccezione, prevale un assordante silenzio mediatico e politico. Hanno fatto calare il silenzio su Gaza e sulla Cisgiordania e, ovviamente, fanno lo stesso anche con il Rojava e il popolo curdo.

Il nostro dovere invece è rompere il silenzio, mobilitarci al fianco e insieme alle compagne e ai compagni del Rojava, perché la situazione si è fatta difficile, ma il futuro è ancora tutto da scrivere.

Sabato 14 febbraio, manifestazioni nazionali a Roma e Milano. Appuntamento a Milano alle ore 14.30 in Cairoli.

Pubblicato su Milano in Movimento il 12 febbraio 2026

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Nonostante la pioggia battente migliaia di persone hanno manifestato dall’Arco della Pace fino al Palasharp, occupato stamattina per la TAZ, nell’ambito delle iniziative per il 23° anniversario
DAX È VIVO E LOTTA INSIEME A NOI! Nonostante la pioggia battente migliaia di persone hanno manifestato dall’Arco della Pace fino al Palasharp, occupato stamattina per la TAZ, nell’ambito delle iniziative per il 23° anniversario dell’omicidio fascista di Dax. Per la liberazione delle e degli antifa detenutə, contro la guerra di Usa e Israele e per la Palestina libera.   #DaxVive #DaxResiste #freepalestine #freeallantifas @dax_resiste
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Tantissimə persone, tantissimə giovani anche questo Lotto Marzo. Una marea ha attraversato Milano per dire no al patriarcato e al ddl Bongiorno, ma anche un no chiaro alla guerra e un sì alla Palestina libera. Con la sua stretta autoritaria e poliziesca il Governo Meloni vuole svuotare le piazze e chiudere le persone in casa e nel silenzio, ma anche oggi si è dimostrato che non andrà così, che hanno sbagliato i conti.
8 marzo marea a Milano
Da una settimana ormai Usa e Israele bombardano l’Iran, mentre Israele ha avviato una nuova invasione del Libano e, nel più completo disinteresse internazionale, sta intensificando le violenze e la pulizia etnica in Palestina. Anzi no, q
Da una settimana ormai Usa e Israele bombardano l’Iran, mentre Israele ha avviato una nuova invasione del Libano e, nel più completo disinteresse internazionale, sta intensificando le violenze e la pulizia etnica in Palestina. Anzi no, qualcosa il Governo Meloni, con la gentile collaborazione dei “riformisti” (qualsiasi cosa voglia dire questo termine), l’ha fatta: ha fatto approvare al Senato il cosiddetto “ddl antisemitismo”, che in realtà ha come unico obiettivo la delegittimazione e la progressiva messa fuorilegge della critica al sionismo e dell’opposizione ai crimini di Israele. Oggi migliaia in piazza a Milano contro guerra e genocidio

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