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il blog di Luciano Muhlbauer

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In piazza per il diritto alla casa. Milano 7 febbraio h. 14.30 in Cadorna

February 4, 2015

Niente da fare, sembra proprio che Milano non riesca a liberarsi dalla narrazione tossica che tiene in ostaggio il dibattito pubblico sull’emergenza abitativa. Infatti, è stata sufficiente un’audizione in Consiglio comunale di un dirigente Aler per scatenare di nuovo una bagarre politico-mediatica, fatta di accuse reciproche su chi fosse più bravo a fare gli sgomberi e condita con i consueti toni allarmistici, come quelli del Corriere che sabato scorso ha titolato “Aler, lite sui centri sociali: il prefetto ha sospeso gli sgomberi a rischio”.

In realtà non c’è stato nessun fatto nuovo su cui litigare, poiché era tutta una minestra riscaldata, cioè lo stop prefettizio alla campagna propagandistica della Regione sui “200 sgomberi” risalente al novembre scorso. Ma ogni pretesto è buono per parlare della questione abitativa e delle case popolari soltanto in termini di sgomberi fatti e non fatti, di abusivi da cacciare o di antagonisti da contrastare. Eppure, alla fine in quel novembre di follia qualche briciola di verità era riuscita a farsi largo anche su quella stampa che fino al giorno prima aveva parlato solo di scontri e abusivi. 

E così, anche un pubblico più largo aveva finalmente saputo che a Milano non c’erano soltanto le circa 4.000 abitazioni popolari occupate, ma soprattutto che ce n’erano altre 10.000 tenute incredibilmente sfitte da chi invece doveva assegnarle. Per non parlare poi di quel clamoroso e scandaloso fallimento chiamato Aler, frutto della prolungata malagestione da parte di Regione Lombardia.

Ma appunto, è molto più comoda la narrazione abusivo-sgombero piuttosto che affrontare il nodo irrisolto della politica per la casa, specie quando sul piano istituzionale sembra prevalere la voglia di scappare da ogni prospettiva di politica pubblica sull’abitare. Infatti, le ricette proposte dalla Giunta Maroni per uscire dal disastro Aler sono delle perfette non soluzioni e replicano semplicemente cose già fatte e fallite nel recente passato. Insomma, di fronte alla crescente emergenza abitativa, con migliaia di abitazioni vuote e una lista d’attesa lunga 25mila aventi diritto la Regione cosa fa? Promuove un “piano di vendite straordinario” di 10mila unità immobiliari dell’Aler Milano (vedi www.alermipianovendite.it), in buona parte abitate regolarmente. Certo, gli inquilini potranno comprare l’appartamento in cui vivono, ma se non lo vogliono o non lo possono fare, allora c’è quello che tecnicamente si chiama mobilità forzosa e che concretamente significa föra di ball.

Il Comune di Milano, da parte sua, aveva scelto di togliere ad Aler Milano l’amministrazione del suo patrimonio di case popolari, per affidarla invece a una sua controllata, la Metropolitana Milanese S.p.A. Una scelta praticamente obbligata, vista la situazione, anche se è ancora troppo presto per poter fare un bilancio, considerato che il passaggio a MM era avvenuto soltanto il 1° dicembre scorso. Tuttavia, se due mesi sono pochi per un bilancio, sono abbastanza per dire che i segnali finora arrivati sono palesemente insufficienti. E a dirlo sono anzitutto i sindacati inquilini, che scenderanno in piazza sabato prossimo e il cui comunicato si intitola significativamente “Giunta Pisapia: la politica per la casa è una cosa seria. Il Comune cambi immediatamente rotta”.

Infatti, una delle prime cose da cambiare è sicuramente il rapporto con gli abitanti delle case popolari e con le organizzazioni e i comitati che li rappresentano, poiché ancora oggi i sindacati inquilini lamentano il non rispetto degli accordi firmati con il Comune, anche in relazione alla regolarizzazione degli occupanti in stato di necessità. 

La manifestazione unitaria di Sicet, Sunia, Unione Inquilini e Uniat che si terrà a Milano sabato 7 febbraio (ore 14.30, P.le Cadorna) è una buona notizia, perché significa una ripresa di iniziativa cittadina per una politica pubblica per l’abitare. Ed è una questione che riguarda tutti e tutte e non solo chi  abita nelle case popolari, perché l’emergenza abitativa si fa sempre più drammatica e perché il diritto alla casa è un diritto fondamentale. Per questo parteciperò alla manifestazione e vi invito a fare altrettanto.


In Casa Tags case popolari, aler, manifestazione, sindacati inquilini, sgomberi, metropolitana milanese s.p.a., comune, milano, 7 gennaio, regione lombardia
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DEFEND ROJAVA – LIBERTÀ PER O*ALAN
SABATO 14 FEBBRAIO H. 14.30
CORTEO NAZIONALE A MILANO
 
Come ogni anno a metà febbraio le comunità curde si mobilitano in tutto il mondo per ricordare il sequestro di Abdullah Ö*alan,
DEFEND ROJAVA – LIBERTÀ PER O*ALAN SABATO 14 FEBBRAIO H. 14.30 CORTEO NAZIONALE A MILANO Come ogni anno a metà febbraio le comunità curde si mobilitano in tutto il mondo per ricordare il sequestro di Abdullah Ö*alan, avvenuto il 15 febbraio 1999, e chiedere la sua liberazione dalle carceri turche. Quest’anno, però, c’è anche un altro, urgente motivo per mobilitarsi accanto e insieme alle comunità curde, cioè la difesa del Rojava e dell’esperienza del confederalismo democratico, sotto aggressione militare da parte del regime di Damasco e delle milizie mercenarie della Turchia, con il benestare degli Stati Uniti. In questo momento vige un precario cessate il fuoco, dopo la firma di un altrettanto precario accordo con il regime, ma quanto accadrà nel futuro dipende in buona parte dalla solidarietà che si riuscirà a costruire a livello internazionale. Già, perché sono lontanissimi i tempi in cui sui nostri media venivano celebrati gli eroi e le eroine di Kobane che avevano sconfitto sul terreno l’ISIS e oggi, con qualche lodevole eccezione, prevale un assordante silenzio mediatico e politico. Hanno fatto calare il silenzio su Gaza e la Palestina e, ovviamente, hanno fatto calare il silenzio anche sul Rojava e sul popolo curdo. 👉 Questo sabato ci saranno due cortei nazionali promossi dalle comunità curde, uno a Roma e l’altro a Milano, alle ore 14.30 in Cairoli. Vediamo di esserci! #DefendRojava
Loro ci vogliono chiusi in casa e in silenzio, passo dopo passo, decreto dopo decreto vogliono rendere illegale dissentire e manifestare. Sognano un paese dove l’unica cosa consentita è applaudirli, ma non andrà così. Oggi
Loro ci vogliono chiusi in casa e in silenzio, passo dopo passo, decreto dopo decreto vogliono rendere illegale dissentire e manifestare. Sognano un paese dove l’unica cosa consentita è applaudirli, ma non andrà così. Oggi più di 10mila a #Milano da Porta Romana fino a Corvetto per il corteo chiamato dal CIO Comitato Insostenibili Olimpiadi contro sperpero di denaro pubblico e blindature, per il diritto all'abitare, salario dignitoso, spazio pubblico e impianti sportivi accessibili, montagne libere e che ciò che è finanziato o è stato realizzato con fondi pubblici, dopo il grande evento, resti o diventi di proprietà collettiva.
Decine di migliaia in corteo in una Torino iper militarizzata per la manifestazione nazionale lanciata dopo lo sgombero dell’Askatasuna. Per gli spazi sociali, contro il governo Meloni e le strette autoritarie. È ora di convergere e star
Decine di migliaia in corteo in una Torino iper militarizzata per la manifestazione nazionale lanciata dopo lo sgombero dell’Askatasuna. Per gli spazi sociali, contro il governo Meloni e le strette autoritarie. È ora di convergere e stare compattə ❤️‍🔥 #askatasuna

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