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il blog di Luciano Muhlbauer

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I nazi all’Arco della Pace e la fine dell’antifascismo istituzionale

January 12, 2017

Il nulla osta della Prefettura e della Questura di Milano al raduno dei nazifascisti di Forza Nuova all’Arco della Pace non è tanto e soltanto uno schiaffo a una generica Milano antifascista e antirazzista, ma lo è in particolare e soprattutto a quanti, come l’Anpi, hanno continuato in questi anni a puntare e confidare su quello che possiamo chiamare antifascismo istituzionale, cioè sulla non neutralità delle istituzioni pubbliche rispetto alla questione del fascismo e dell’antifascismo.

Già, perché concedere al raduno nazi il centrale e significativo Arco della Pace vuol dire non prendere in minima considerazione nemmeno quelle voci, compresa quella del Sindaco, che si sarebbero accontentate di un semplice spostamento in estrema periferia del raduno. Ebbene, a questo proposito le parole del questore De Iesu non potrebbero essere più illuminanti, poiché affermano che “chiunque, e non mi risulta che Forza Nuova sia un movimento fuori legge, può promuovere una riunione” e che “il diritto costituzionale a manifestare, al di là delle ideologie, sarà garantito”. E quindi i fascisti stanno all’Arco della Pace e gli antifascisti in piazza Fontana, ambedue fermi e senza muoversi e in piazze “adeguatamente lontane” tra di loro, e comunque “eventuali manifestazioni estemporanee e non autorizzate saranno contenute da un robusto servizio d’ordine pubblico” (citazioni da La Repubblica Milano, ed. cartacea del 12.01.2017). Chiaro? Fascisti e antifascisti pari sono e le istituzioni sono equidistanti.

Molti antifascisti e antifasciste, in particolare le parti più militanti e di movimento, pensano da tempo che affidarsi all’antifascismo istituzionale sia nel migliore dei casi un’illusione. Chi perché l’ha sempre pensata così e chi invece sottolinea il cambiamento di epoca, con la chiusura non solo politica, ma anche culturale del ciclo lungo apertosi in Italia e in Europa con la liberazione dal nazifascismo. Anche su questo blog abbiamo a più riprese argomentato che il vento è cambiato e che, quindi, anche l’antifascismo doveva cambiare e rinnovarsi. Ma il punto non è questo, perché altri, probabilmente la maggioranza degli antifascisti nel milanese, continuano a pensare, per un motivo o l’altro, che le istituzioni siano tuttora, sebbene in mezzo a mille contraddizioni, ancorate alla pregiudiziale antifascista che sta alla base e nel cuore della nostra Costituzione. Ebbene, non è più così, da un po’ di tempo, e la vicenda dell’Arco della Pace in fondo ce lo sta sbattendo in faccia nella maniera più secca possibile.

Non ho proposte particolari da fare per sabato, se limitarci al presidio in piazza Fontana oppure se immaginarci delle alternative, anche perché penso che il problema non sia sabato, ma quello di ricostruire un antifascismo radicato nel nostro tempo e nel nostro territorio, capace di produrre consenso sociale e pratiche politicamente rilevanti e consapevole dello stato delle cose, cioè che di scontato non c’è più nulla da nessuna parte. E chissà, forse lo schiaffo dell’Arco della Pace potrebbe aiutare il dibattito e il confronto, portandolo fuori dagli steccati precostituiti, anche perché il problema è di tutti noi, cioè di tutti quelli e tutte quelle che pensano che l’antifascismo e l’antirazzismo siano imprescindibili per ogni prospettiva politica, sociale o culturale degna di considerazione. 

In Antifascismo Tags antifascismo, antifa, Milano, forza nuova, arco della pace
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Un manipolo di razzisti e fascisti vuole organizzare un incontro all’Hotel dei Cavalieri in piazza Missori: invitiamo tutt* a partecipare al mailbombing a: eventi@deicavaliericollection.com amministrazione@deicavaliericollection.com reception@hoteldeicavalieri.com o chiamando il 0288571 _Testo suggerito:_ Buongiorno, è giunta notizia che il prossimo 17 maggio alle ore 15.00 il vostro hotel ospiterà alcune formazioni di estrema destra. Rete dei Patrioti, CasaPound, Brescia ai bresciani e Veneto Fronte Skinhead, sono organizzazioni neofasciste nelle quali militano persone denunciate e alcune condannate per violenza aggravata, aggressioni a lavoratori stranieri, a studenti davanti alle scuole e per apologia del fascismo. Queste formazioni teorizzano la remigrazione, modo elegante che nasconde la vera definizione, cioè deportazione. È intollerabile che a Milano si possano concedere sale a chi teorizza queste aberrazioni. Ritengo utile, quindi, segnalare tramite recesioni ai vostri clienti questa vostra scelta.
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Di nuovo in piazza a Milano per non permettere che cali il silenzio complice can il genocidio e per chiedere la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, in Israele e Italia. La notizia della liberazione di Saif e Thiago. arrivata durante il corteo, ci riconferma che mobilitarsi serve. Sempre al fianco del popolo palestinese, oggi e domani.
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SIAMO TUTT3 THIAGO E SAIF
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Quanto avvenuto con l’assalto della marina israeliana alla Flotilla e con il sequestro di Saif Abu Keshek e Thiago Avila è uno specchio fedele dello stato delle cose, cioè la totale e cri
SIAMO TUTT3 THIAGO E SAIF PALESTINA LIBERA Quanto avvenuto con l’assalto della marina israeliana alla Flotilla e con il sequestro di Saif Abu Keshek e Thiago Avila è uno specchio fedele dello stato delle cose, cioè la totale e criminale impunità garantita a Israele. Se questo può succedere in acque di competenza europea, con barche battenti bandiere europee e con cittadinə europei a bordo, senza che l’Europa muova un dito, salvo qualche comunicato senza implicazioni concrete, allora penso che anche l’ultimo degli ingenui possa intuire quale sia la sorte che tocca a chi sta a Gaza, in Cisgiordania o nel Libano meridionale. Ma sul serio, cosa deve succedere ancora?

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