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il blog di Luciano Muhlbauer

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Per un’accoglienza senza ghetti. Sabato si torna alla ex Caserma Montello. 17D h. 14.30 corteo da piazza Gramsci

December 14, 2016

Sabato 17 dicembre, vigilia della giornata internazionale del migrante, si torna a manifestare davanti alla ex caserma Montello, per ribadire il ripudio di ogni razzismo e, soprattutto, per chiedere e promuovere una “buona accoglienza”, senza segregazione dei profughi e migranti in centri chiusi. Cioè, per dirla con le parole dei promotori della mobilitazione, la Zona 8 Solidale, “bisogna aprire le porte dei centri e fare in modo che i loro abitanti possano partecipare alla vita della società che hanno intorno, e che le cittadine e i cittadini dei quartieri che li ospitano possano entrare; bisogna far sì che questi centri diventino luoghi d’incontro dove si svolgono attività che coinvolgono tutti” (cit. Piccolo manifesto della “buona accoglienza”).

Il corteo di sabato parte alle 14.30 da piazza Gramsci (M5 Gerusalemme) ed è in continuità ideale con la mobilitazione del 1 novembre scorso, quando migliaia di cittadini e cittadine avevano aderito all’invito della rete Zona 8 Solidale ad accogliere con la solidarietà i profughi e migranti e a rimandare al mittente le provocazioni fascioleghiste. Quella mobilitazione era riuscita talmente bene da conquistarsi persino uno spazio sui media internazionali e ha rappresentato bene quello scatto d’orgoglio di gran parte di Milano, che non ci stava ad essere associata a infamie come quelle andate in scena a Goro a fine ottobre. Ma attenzione, nulla è acquisito per sempre e così come il 1 novembre è stato il risultato di molti mesi di lavoro sul territorio, anche il futuro dipende dalle pratiche, dai progetti e dalle energie che si mettono in campo ora.

ex caserma Montello, Milano, 1 novembre 2016

ex caserma Montello, Milano, 1 novembre 2016

I residenti e le realtà che animano Zona 8 Solidale non si sono mai fermati, ovviamente, ma sabato prossimo c’è di nuovo bisogno che ci manifestiamo anche dagli altri quartieri della città. Perché non basta dire no agli imprenditori dell’odio, ma bisogna anche costruire un altro modello di accoglienza, che faccia comunicare e interagire le persone, che apra la ex caserma al quartiere e che non costruisca ghetti e segregazione. E poi, quello che succede alla Montello è importante non solo per chi abita nel Municipio 8, ma per tutta Milano.

Le adesioni al corteo di sabato stanno crescendo e ci sarà anche la presenza di profughi e solidali di altre zone, come quelli di Bresso e di People Before Borders. Per conoscere le info organizzative, comunicare adesioni e consultare gli aggiornamenti fate riferimento all’evento facebook 17 Dicembre Stop War Not People. Qui nessuno è straniero!

Infine, poiché sotto le feste le “distrazioni” tendono a moltiplicarsi, vi chiedo di dare una mano a diffondere e condividere la mobilitazione.

Ci vediamo sabato! 

In Solidarietà Tags caserma montello, Milano, zona 8 solidale, 17 dicembre, giornata internazionale del migrante, stop war not people, antirazzismo, accoglienza, antifascismo, solidarietà
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DONNA VITA LIBERTÀ
né regime, né monarchia
Oggi presidio a Milano a fianco dei popoli dell’Iran in rivolta contro il regime.
DONNA VITA LIBERTÀ né regime, né monarchia Oggi presidio a Milano a fianco dei popoli dell’Iran in rivolta contro il regime.
2mila persone hanno oggi manifestato a Milano per chiedere la liberazione dei palestinesi arrestati dopo natale con accuse pesantissime e basate interamente su segnalazioni israeliane. Forse è giunto il momento che anche chi fino ad oggi ha pr
2mila persone hanno oggi manifestato a Milano per chiedere la liberazione dei palestinesi arrestati dopo natale con accuse pesantissime e basate interamente su segnalazioni israeliane. Forse è giunto il momento che anche chi fino ad oggi ha preferito stare in silenzio prenda parola. O no?
Il 2025 era finito con gli arresti di diversi palestinesi, tra cui il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia (Api), Mohammad Hannoun, con l’accusa pesantissima di associazione con finalità di terrorismo. Leggendo le carte dei magistrati si scopre che le accuse sono praticamente un copia e incolla di dossier israeliani, che sostengono che gli aiuti umanitari inviati a Gaza e Cisgiordania dalle associazioni palestinesi indagate abbiano sostenuto Hamas. Insomma, grosso modo la stessa accusa che le autorità israeliane rivolgono a chiunque porti aiuti o servizi nei territori occupati, dalle agenzie Onu fino alle Ong, tra cui anche Medici senza frontiere. L’obiettivo di Israele è chiaro e trasparente, cioè creare il vuoto attorno al popolo palestinese per poter proseguire senza ostacoli la pulizia etnica. L’obiettivo del governo Meloni pare altrettanto chiaro e trasparente, cioè delegittimare e disarticolare il movimento di solidarietà che in autunno aveva portato milioni di persone in piazza. Questa mi pare sia l’essenza della questione e questa è la ragione per cui occorre reagire e non metterci spalle al muro a balbettare. Specie ora, quando l’anno nuovo è cominciato come era finito quello vecchio, con il nuovo (dis)ordine globale che produce nuove guerre e intensifica quelle vecchie, che vedono come prime vittime le aspirazioni dei popoli e delle comunità di potersi autodeterminare e la libertà delle persone di potersi battere per i propri diritti.
GIÙ LE MANI DALLA PALESTINA E DAL VENEZUELA
📅 sabato 10 gennaio h. 14
👉 corteo
📍 Milano, via Giacosa, ang. via Bolzano (M1 Rovereto)
 
Durante le feste sono successe molte cose, dall’ulteriore stretta repressiva contro il movimento di
GIÙ LE MANI DALLA PALESTINA E DAL VENEZUELA 📅 sabato 10 gennaio h. 14 👉 corteo 📍 Milano, via Giacosa, ang. via Bolzano (M1 Rovereto) Durante le feste sono successe molte cose, dall’ulteriore stretta repressiva contro il movimento di solidarietà con il popolo palestinese fino all’intervento militare statunitense contro il Venezuela, mentre a Gaza e Cisgiordania il finto cessate il fuoco ha prodotto unicamente il silenzio mediatico su quello che sta accadendo. Non c’è bisogno di aggiungere altro, perché in fondo sappiamo già tutte queste cose. Quello che invece occorre fare è muoverci e alzare le nostre voci, a partire da questo sabato.
Il 2025 ci aveva portato le piazze piene di rabbia e speranza, ma sta terminando con la risposta del governo a suon di sgomberi e repressione. E allora per il 2026 ci auguro di essere all’altezza della situazione, lucidɜ, determinatɜ e unitɜ
Il 2025 ci aveva portato le piazze piene di rabbia e speranza, ma sta terminando con la risposta del governo a suon di sgomberi e repressione. E allora per il 2026 ci auguro di essere all’altezza della situazione, lucidɜ, determinatɜ e unitɜ
Gaza e tutta la Palestina non fanno più notizia. È questo il principale risultato dei cosiddetti “accordi di pace”, che in realtà non sono nemmeno un vero cessate il fuoco.  Israele continua a bombardare e bloccare l&
Gaza e tutta la Palestina non fanno più notizia. È questo il principale risultato dei cosiddetti “accordi di pace”, che in realtà non sono nemmeno un vero cessate il fuoco. Israele continua a bombardare e bloccare l’afflusso degli aiuti, mentre gran parte della popolazione di Gaza è costretta in metà del territorio della striscia. In Cisgiordania non va meglio, perché coloni ed esercito proseguono nella pulizia etnica e nella cacciata dei palestinesi dalle loro terre. Questa è la realtà sul campo, mentre qui da noi i complici hanno fatto calare il silenzio e destre e “riformisti” del Pd vogliono persino tappare la bocca ai chi denuncia i crimini di Israele, proponendo la messa fuorilegge della critica al sionismo. Per questo occorre tenere viva la mobilitazione. Tutto il resto sono chiacchiere #Gaza #StopGenocide #EndOccupation #FreePalestine #Resistenza

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