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il blog di Luciano Muhlbauer

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Solidarietà con la protesta sociale in Perù – l'appello di cittadinə peruvianə residenti in Italia

January 30, 2023

Di fronte alla brutale repressione della mobilitazione popolare in Perù da parte del governo di Dina Boluarte, sostenuto dalle forze armate e dalla destra fujimorista, un gruppo di cittadinə peruvianə residenti in Italia ha preso l’iniziativa e chiede di firmare l’appello di solidarietà che potete leggere sotto. Inoltre, è stata avviata una raccolta fondi per sostenere i manifestanti che stanno affluendo a Lima da tutte le parti del paese.

Se condividete l’appello, vi propongo di firmarlo e di farlo circolare.

Di seguito trovate il testo dell’appello e le coordinate per eventuali donazioni.


Di fronte alla gravissima repressione che si sta vivendo in questi giorni in Perù, che ha già causato più di 50 morti, di cui 7 minorenni, i cittadini peruviani residenti in Italia invitano i rappresentanti delle istituzioni, i parlamentari, i partiti politici, i sindacati, le organizzazioni sociali e culturali laiche e religiose e i singoli cittadini a sottoscrivere il seguente appello di solidarietà.

Chiediamo anche il vostro sostegno finanziario per aiutare a sostenere i bisogni primari delle migliaia di manifestanti che sono giunti nella capitale da diverse regioni del paese per esercitare il loro legittimo diritto alla protesta.

Le donazioni possono essere effettuate sul seguente conto corrente bancario:
IBAN: IT83O0358901600010570275236
A nome di Edda Milagros Pando Juarez
Banca Allianzbank

La mail per inviare le adesioni e maggiori informazioni è: solidarietaperu@gmail.com  

APPELLO ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

LA PROTESTA SOCIALE È UN DIRITTO!

Da più di 50 giorni migliaia di cittadini peruviani manifestano contro il governo di Dina Boluarte. La protesta è iniziata nelle città della Sierra meridionale e si è estesa ad altre regioni del Paese. Pochi giorni fa, folte delegazioni, per lo più composte dai popoli Quechua e Aymara, si sono recate nella capitale, Lima, dando vita alla Marcia dei Quattro Suyos.

La risposta del governo alla protesta sociale è stata una spropositata repressione, che ha già provocato più di 50 vittime, oltre a decine di feriti e arresti.

  • Il governo di Dina Boluarte nega alla popolazione il legittimo diritto alla protesta sociale attraverso l'uso eccessivo e violento della polizia e della forza militare. I manifestanti affermano che la polizia spara per uccidere e questa versione trova conferma nei referti dei medici forensi che hanno rivelato che molti dei corpi esaminati presentano colpi precisi alla testa e al torace. Nonostante le prove, il governo continua a negare di aver commesso eccessi, difende la “condotta immacolata” della polizia e incolpa i manifestanti di quanto sta accadendo.

  • Il governo Boluarte ha scatenato una campagna di criminalizzazione dei cittadini che protestano, definendoli terroristi, vandali e criminali. Questo discorso riporta il Paese al clima sinistro del regime di Alberto Fujimori, quando furono commesse gravissime violazioni dei diritti umani.

Fatte queste considerazioni, i firmatari di questo appello chiedono:

  • che siano ascoltate le istanze dei manifestanti: un governo che in 50 giorni ha provocato 57 vittime, di cui 7 minori, oltre a più di mille feriti, è un governo che ha perso la sua legittimità;

  • L'immediata cessazione della violenza e il rispetto del diritto alla vita;

  • La fine della campagna di criminalizzazione e discriminazione dei manifestanti e il rispetto del diritto alla protesta.

Nessuno dovrebbe morire esercitando il proprio diritto a protestare!












In Internazionale, Solidarietà Tags perù, solidarietà, repressione, movimenti
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Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’oc
Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’occupazione militare israeliana di Gerusalemme Est, Cisgiordania, Striscia di Gaza e delle Alture del Golan (poi annesse formalmente da Israele nel 1981). Dopo la Nakba (“catastrofe”) del 1948, cioè la prima espulsione di massa dei palestinesi, la Naksa è ricordata come la seconda grande tragedia del popolo palestinese, perché oltre a una nuova espulsione di massa, avrebbe significato l’avvio sistematico della colonizzazione della Cisgiordania. Ricordare questi eventi non è un esercizio astratto, ma un promemoria concreto per non dimenticare mai che quello che accade oggi con il genocidio non è il frutto del 7 ottobre, che ha agito da mero acceleratore, o della mente criminale di qualche individuo, tipo Ben Gvir o Netanyahu, ma l’esito di un progetto coloniale che viene da lontano e che è stato reso possibile dall’ipocrisia e dalle complicità internazionali.
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con I
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con Israele
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 
📍Milano Largo Donegani
📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 

Qui l’appello che promuove la mobilitazione:

CUBA PER LA PACE
CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA
Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30
mobilitazio
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 📍Milano Largo Donegani 📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 Qui l’appello che promuove la mobilitazione: CUBA PER LA PACE CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30 mobilitazione a Milano Consolato degli Stati Uniti (Turati M3) Decine di organizzazioni, partiti, associazioni e sindacati si sono riuniti per rispondere alle minacce di aggressione contro Cuba. Crediamo sia urgente una mobilitazione unitaria al fianco del popolo cubano. Chiediamo a tutte le forze progressiste, democratiche, antifasciste, pacifiste e solidali di unirsi in un ampio fronte contro ogni tipo di aggressione a Cuba. Chiediamo la fine del blocco, che è a tutti gli effetti una punizione collettiva e unilaterale contro un Paese pacifico che ha esportato solo solidarietà e non rappresenta una minaccia per nessun altro Paese. Invitiamo per giovedì 28 maggio, in concomitanza con la manifestazione a Roma che si concluderà sotto l’Ambasciata Usa, a costruire un momento di mobilitazione unitaria anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. CUBA NO ESTÁ SOLA! 🇨🇺
Con la Palestina e la sua resistenza, contro i criminali e i loro complici, sempre ✊
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Con il sole o con la pioggia, sempre Palestina libera e contro ogni complicità con i crimini di Israele
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