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il blog di Luciano Muhlbauer

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PKK annuncia scioglimento e fine lotta armata - il comunicato ufficiale

May 12, 2025

È stato pubblicato il comunicato del 12° Congresso del PKK, che si è svolto dal 5 al 7 maggio scorso e che ha deciso di sciogliere la struttura organizzativa del PKK e di porre fine alla lotta armata. Qui la traduzione in italiano della dichiarazione.

Dichiarazione della Presidenza del 12° Congresso del PKK:

"Il processo iniziato con la dichiarazione del Leader Abdullah Öcalan del 27 febbraio, accompagnato da molteplici attività e prospettive presentate in diverse modalità, ha portato alla conclusione con successo del nostro 12° Congresso del Partito, tenutosi dal 5 al 7 maggio.

Il nostro Congresso si è svolto in condizioni difficili, con continui conflitti, attacchi aerei e terrestri, l’assedio sui nostri territori e l’embargo del KDP, ma si è tenuto in sicurezza. Per ragioni di sicurezza, si è svolto in due aree diverse in contemporanea. Il 12° Congresso del PKK, con la partecipazione di 232 delegati, ha discusso temi come la leadership, i martiri, i veterani, l'esistenza organizzativa del PKK e il metodo della lotta armata, nonché la costruzione della società democratica, e ha preso decisioni storiche che segnano l'inizio di una nuova era per il nostro Movimento di Libertà.

SONO TERMINATE LE ATTIVITÀ CONDOTTE SOTTO IL NOME DI PKK

Il Congresso Straordinario del PKK ha valutato che la lotta del PKK ha infranto la politica di negazione e annientamento contro il nostro popolo, portando la questione curda al punto di una possibile soluzione attraverso la politica democratica, e ha così completato la sua missione storica. Su questa base, il 12° Congresso del PKK ha deciso di sciogliere la struttura organizzativa del PKK e porre fine alla lotta armata, con la guida e la gestione pratica di questo processo affidata al Leader Apo, concludendo così le attività condotte sotto il nome di PKK.

Il nostro partito, il PKK, è emerso come movimento di libertà del nostro popolo contro la politica di negazione e annientamento curdo basata sul Trattato di Losanna e sulla Costituzione del 1924. Influenzato nella sua nascita dal socialismo reale, ha condotto una lotta legittima e giusta sulla base del diritto all'autodeterminazione dei popoli e della strategia della lotta armata. Il PKK si è formato in condizioni di negazione rigida e politica di annientamento basata su genocidio e assimilazione. Con la lotta per la libertà iniziata nel 1978, ha cercato di far riconoscere l'esistenza curda e far considerare la questione curda come una realtà fondamentale della Turchia. Con questa lotta, è diventato simbolo della speranza di libertà e di una vita dignitosa per i popoli della regione.

Negli anni '90, mentre la nostra rivoluzione della rinascita ha portato a importanti sviluppi, il Presidente della Repubblica Turca Turgut Özal ha cercato di risolvere la questione curda attraverso la politica. Il Leader Apo ha risposto a questa ricerca con il cessate il fuoco del 17 marzo 1993, dando inizio a un nuovo processo. Tuttavia, l’impatto del socialismo reale, le pressioni di approcci paramilitari e l’eliminazione di Özal da parte dello “stato profondo” hanno sabotato questo processo, facendo salire il livello del conflitto. Migliaia di villaggi sono stati evacuati e incendiati, milioni di curdi sfollati, decine di migliaia torturati e incarcerati, e migliaia uccisi in circostanze misteriose. In risposta, il Movimento di Libertà è cresciuto sia in quantità che in qualità; la guerra di guerriglia si è estesa a tutto il Kurdistan e alla Turchia. Sotto l’effetto della guerriglia, il popolo curdo si è sollevato. La guerra è così diventata l’unica opzione per entrambe le parti. Le conseguenze dell’escalation reciproca non sono mai state superate. Così, gli sforzi del Leader Apo per una soluzione pacifica e democratica sono rimasti senza risultato.

È INEVITABILE RIORGANIZZARE LE RELAZIONI CURDO-TURCHE

Il processo ha preso una nuova svolta con la cospirazione internazionale del 15 febbraio 1999. Uno degli obiettivi principali della cospirazione era la guerra curdo-turca, ma grazie ai grandi sacrifici del Leader Apo, questa è stata evitata. Nonostante sia detenuto nel sistema di isolamento e genocidio di İmralı da 27 anni, ha continuato a insistere su una soluzione pacifica e democratica. Ha contrastato la cospirazione internazionale sviluppando un paradigma di società democratica, ecologica e libera per le donne. Ha così concretizzato un sistema di libertà alternativo per il nostro popolo, per le donne e per tutta l’umanità oppressa.

Il Leader Apo, riferendosi al periodo prima del Trattato di Losanna e della Costituzione del 1924, ha adottato la prospettiva di una Repubblica Democratica Turca e il concetto di Nazione Democratica come quadro per la soluzione della questione curda. Le rivolte curde nella storia della Repubblica, il rapporto storico millenario tra curdi e turchi e i 52 anni di lotta del Leader mostrano che la questione curda può essere risolta solo sulla base di una “Patria Comune” e della “Cittadinanza Paritaria”. Anche gli sviluppi recenti nel contesto della Terza Guerra Mondiale in Medio Oriente rendono inevitabile una riorganizzazione delle relazioni curdo-turche.

IL NOSTRO POPOLO COMPRENDERÀ MEGLIO DI CHIUNQUE IL FINE DEL PKK E DELLA LOTTA ARMATA

Il nostro onorevole popolo, che da 52 anni partecipa con grandi sacrifici alla lotta del PKK contro le politiche di negazione e genocidio, adotterà consapevolmente e organizzativamente il processo di pace e società democratica. Abbiamo piena fiducia che il nostro popolo comprenderà meglio di chiunque la decisione di sciogliere il PKK e porre fine alla lotta armata, e assumerà le responsabilità della nuova fase della lotta democratica. È di vitale importanza che il nostro popolo, sotto la guida di donne e giovani, costruisca le proprie organizzazioni autonome in ogni ambito della vita, si organizzi sulla base dell'autosufficienza in lingua, identità e cultura, si difenda contro gli attacchi e costruisca una società democratica comunale con spirito di mobilitazione. Crediamo che i partiti politici curdi, le organizzazioni democratiche e i leader d’opinione curdi assumeranno le loro responsabilità per sviluppare la democrazia curda e la nazione democratica curda.

L’eredità della nostra storia di lotta e resistenza si rafforzerà con le decisioni del 12° Congresso del PKK attraverso la politica democratica, e il futuro dei nostri popoli si svilupperà su basi di libertà ed eguaglianza. I nostri popoli poveri e lavoratori, tutti i gruppi religiosi, le donne e i giovani, operai, contadini e tutti i segmenti esclusi dal potere, difenderanno i loro diritti nel processo di pace e società democratica, sviluppando una convivenza comune in un ambiente giusto e democratico.

INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE AL PROCESSO DI PACE E SOCIETÀ DEMOCRATICA

La decisione presa dal nostro Congresso di sciogliere il PKK e porre fine alla lotta armata offre una forte base per una pace duratura e una soluzione democratica. L’attuazione di queste decisioni richiede che il processo sia gestito dal Leader Apo, che gli sia riconosciuto il diritto alla politica democratica e che vi siano solide garanzie legali. In questa fase è fondamentale che la Grande Assemblea Nazionale della Turchia svolga il suo ruolo con senso di responsabilità storica. Allo stesso modo, invitiamo il governo, i partiti di opposizione, tutte le forze politiche rappresentate in parlamento, le organizzazioni della società civile, le comunità religiose, la stampa democratica, i leader d’opinione, intellettuali, accademici, artisti, sindacati dei lavoratori e contadini, organizzazioni di donne e giovani e i movimenti ecologisti a partecipare al processo di pace e società democratica.

Le forze di sinistra e socialiste della Turchia, le strutture rivoluzionarie, le organizzazioni e le personalità, se si faranno carico del processo di Pace e Società Democratica, porteranno la lotta dei popoli, delle donne e degli oppressi a un nuovo livello. Questo significherà realizzare gli obiettivi dei grandi rivoluzionari che hanno concluso le loro vite con le parole “Viva la fratellanza dei popoli turco e curdo e la Turchia pienamente indipendente!”

Con il Socialismo della Società Democratica, che rappresenta una nuova fase nella lotta per la pace, la democrazia e il socialismo, il movimento per la democrazia globale si svilupperà verso un mondo giusto ed equo. In questo contesto, invitiamo in particolare i nostri amici che guidano la Campagna Globale per la Libertà e l’opinione pubblica democratica a rafforzare la solidarietà internazionale nel quadro della teoria della modernità democratica.

Invitiamo le potenze internazionali a riconoscere la loro responsabilità nelle politiche genocidarie centenarie contro il nostro popolo, a non ostacolare una soluzione democratica e a contribuire in modo costruttivo al processo.

ANNUNCIAMO LA MORTE DEI COMPAGNI ALI HAYDAR KAYTAN E RIZA ALTUN

Il nostro 12° Congresso del PKK, convocato su richiesta del nostro Leader, ha annunciato il martirio dei nostri leader di partito Fuat-ALI HAYDAR KAYTAN, caduto il 3 luglio 2018, e RIZA ALTUN, caduto il 25 settembre 2019. In questo contesto, il Compagno Fuat-ALI HAYDAR KAYTAN, uno dei leader fondatori del PKK, è stato riconosciuto come simbolo di ‘Lealtà alla Guida, Verità e Vita Sacra’; il compagno RIZA ALTUN, uno dei primi compagni di strada del Leader APO, come simbolo di ‘Compagno di Libertà’. Dedicando il nostro storico 12° Congresso del Partito a questi due grandi martiri, ribadiamo la nostra promessa di successo a tutti i martiri della nostra lotta, e affermiamo il nostro impegno a realizzare i sogni del Martire della Pace e della Democrazia, Compagno Sırrı Süreyya Önder.

Il socialismo dello Stato-Nazione porta alla sconfitta; il Socialismo della Società Democratica conduce alla vittoria!

Insistere nell’umanità è insistere nel socialismo!

Bijî Serok Apo! (Lunga vita al Presidente Apo!)”


In Internazionale Tags Kurdistan, Turchia, curdi, Apo, ocalan, pkk
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Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente d
Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente disoneste, non fanno che ribadire che la ragione ultima vada cercata nell’abbandono delle classi popolari e nella trasformazione in pretoriani degli interessi dominanti da parte delle forze politiche tradizionali. Eppure, si insiste e si insiste ancora, dal taglio del welfare al riarmo, passando per qualche rincorsa securitaria delle destre. In Germania il governo Merz, tenuto in vita da quello che resta della socialdemocrazia, punta tutto sul riarmo e vuole costruire il “primo esercito europeo”, salvo poi rischiare di doverlo consegnare ai nuovi nazi. Un capolavoro. Ora, io non dico che sarà semplice, perché anche avendoli visti arrivare e avere belle analisi non è sufficiente, ma cristo almeno smettiamola di pensare che qualche appello antifascista e qualche ammucchiata senza bussola possa portare da qualche parte.
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Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed è così oggi. Per questo è decisivo impegnarsi per la rottura di ogni collaborazione con la colonizzazione, la pulizia etnica e il genocidio.
#compas #uniti #freepalestine #milano #napoli
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A Milano riprendono i cortei del sabato per la Palestina
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA

No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono:
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono: la caccia agli antifa scatenata dall’amministrazione Trump è sbarcata anche in Italia, colpendo il collettivo Autistici/Inventati, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro e dichiarato “Specially Designated Global Terrorist” dal Dipartimento di Stato. Di solito, quando gli Usa sanzionano qualcun* per motivi politici, tipo i giudici della corte penale internazionale o Francesca Albanese, l’Italia e gli altri paesi europei balbettano due banalità, ma poi non muovono nemmeno mezzo dito. Ora cosa farà il governo italiano? Si adeguerà anche stavolta al comando di Trump o avrà qualche sussulto di dignità? Già, domanda più che legittima, perché Autistici/Inventati non è un gruppo clandestino, ma una realtà del movimento attiva alla luce del sole e legalmente nella lotta per i diritti digitali sin dal 2001, l’anno di Genova. La mia completa solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati!

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