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il blog di Luciano Muhlbauer

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Stupefatti dal silenzio del Comune di Milano sul festival nazi di "Lealtà e Azione"

May 18, 2016

La concessione del patrocinio di Regione Lombardia all’evento promosso dai neonazisti di “Lealtà e Azione” purtroppo non sorprende, visto che ormai anche il Presidente Maroni si è pienamente adeguato alla linea fascioleghista che predomina nel suo partito. Quello che invece sorprende e lascia stupefatti è che continui l’assordante silenzio da parte degli assessori competenti del Comune di Milano, considerato che l’iniziativa si dovrebbe tenere in una struttura di proprietà comunale (il centro sportivo U.S. Triestina 1946 di via Fleming 13).

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In Antifascismo Tags Luciano Muhlbauer, Milano in Comune, milano, Elezioni Comune Milano 2016, nazifascisti, antifa, lealtà e azione, torneo calcio, elezioni 5 giugno
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Nazi di "Lealtà e Azione" raddoppiano: festival in proprietà comunale il giorno delle elezioni

May 13, 2016

I neonazisti di “Lealtà e Azione”, il cui esponente Pavesi è candidato nelle liste della Lega per il Municipio 8, non solo continuano la loro campagna elettorale come e più di prima, ma ora raddoppiano pure, organizzando per il giorno delle elezioni, cioè domenica 5 giugno, un evento in un centro sportivo di proprietà del Comune di Milano: il centro sportivo U.S. Triestina 1946 di via Fleming 13.

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Hanno militarizzato la città, varato l’ennesimo decreto sicurezza, vietato qualsiasi corteo e persino  sguinzagliato una specie di Basīj, cioè poliziotti in moto e a volto coperto, ma Milano ha disobbedito al loro ordine ed &egrav
Hanno militarizzato la città, varato l’ennesimo decreto sicurezza, vietato qualsiasi corteo e persino sguinzagliato una specie di Basīj, cioè poliziotti in moto e a volto coperto, ma Milano ha disobbedito al loro ordine ed è scesa in piazza. Anzi, sono state le ragazze e i ragazzi a farlo, a non farsi intimidire dalle minacce di Meloni, Salvini e Nordio e a non farsi scoraggiare neanche da un’opposizione fuori fase. A momenti sembrava quasi di essere in uno di quei cortei dell’autunno scorso, che crescevano strada facendo. Il governo e la sua voglia di regime vinceranno soltanto se noi glielo permetteremo, se obbediremo ai loro mille divieti.
Corteo spontaneo a Milano, nonostante i divieti
Da “facciamo come in Francia” a “prendo le distanze dai violenti” il passo è breve, anzi brevissimo. Non parlo delle destre, perché se fosse per loro l’unica manifestazione consentita sarebbe una standing o
Da “facciamo come in Francia” a “prendo le distanze dai violenti” il passo è breve, anzi brevissimo. Non parlo delle destre, perché se fosse per loro l’unica manifestazione consentita sarebbe una standing ovation permanente per il governo. No, parlo dell’opposizione e delle sinistre e di quel riflesso pavloviano che scatta sempre uguale a se stesso e che certifica non solo una certa dose di subalternità, ma soprattutto la distanza sempre più significativa con i soggetti sociali che si vorrebbero rappresentare, ma che non sanno nemmeno più chi sei. Gramsci ci parlò dell’importanza della connessione sentimentale con il popolo. Ecco, forse è da lì che bisogna ripartire
FREE ABU SAFIYA 
SALA STRAPIENA IN BICOCCA

Un’aula strapiena in Università Bicocca a Milano per l’incontro sulla situazione sanitaria a Gaza, al quale ha partecipato anche Ylias Abu Safiya, medico e figlio di Hussam Abu Safiya, il
FREE ABU SAFIYA SALA STRAPIENA IN BICOCCA Un’aula strapiena in Università Bicocca a Milano per l’incontro sulla situazione sanitaria a Gaza, al quale ha partecipato anche Ylias Abu Safiya, medico e figlio di Hussam Abu Safiya, il pediatra e direttore dell’ospedale Kamal Adwan di Gaza, detenuto in condizioni estreme e senza accuse nelle carceri israeliane dal dicembre 2024. Unanime la richiesta di liberazione immediata del dr. Abu Safiya e di tutti i medici palestinesi incarcerati dall’occupazione sionista.
Una partecipazione sopra le aspettative, forse 10mila, alla manifestazione milanese, chiamata nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale a tre anni dall’inizio del genocidio. Ma ora bisogna tenere alta la mobilitazione, perch&e
Una partecipazione sopra le aspettative, forse 10mila, alla manifestazione milanese, chiamata nell’ambito della giornata di mobilitazione nazionale a tre anni dall’inizio del genocidio. Ma ora bisogna tenere alta la mobilitazione, perché i complici che abitano i palazzi del potere capiscono solo il linguaggio della forza. E la forza sta anche nei numeri che mettiamo in campo.

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