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il blog di Luciano Muhlbauer

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La marcia di Meloni verso lo stato di polizia

February 5, 2026

Se il volto di Meloni nell’affresco della basilica romana ne è la rappresentazione grottesca, l’ennesimo decreto sicurezza ne è la concreta manifestazione. Non c’è dubbio alcuno che ogni giorno che passa scivoliamo sempre di più verso uno stato di polizia, verso un assetto politico e istituzionale che corrompe e svuota il quadro democratico costituzionale.

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In Politica Tags decreto sicurezza, stato di polizia, Piantedosi, movimenti, repressione
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Una bella giornata, uno sciopero generale riuscito contro carovita e riarmo e un’importante convergenza generazionale che ha ribadito ancora una volta che il Governo Meloni ha fatto male i conti se pensava di zittirci con i suoi divieti e la re
Una bella giornata, uno sciopero generale riuscito contro carovita e riarmo e un’importante convergenza generazionale che ha ribadito ancora una volta che il Governo Meloni ha fatto male i conti se pensava di zittirci con i suoi divieti e la repressione. A Milano un corteo enorme ha sfilato per più di cinque ore e dopo un anno ha di nuovo bloccato la tangenziale con i corpi di decine di migliaia di persone
Una marea umana lunga 4 km ha invaso la Tangenziale Est di Milano on occasione dello sciopero generale
Hanno militarizzato la città, varato l’ennesimo decreto sicurezza, vietato qualsiasi corteo e persino  sguinzagliato una specie di Basīj, cioè poliziotti in moto e a volto coperto, ma Milano ha disobbedito al loro ordine ed &egrav
Hanno militarizzato la città, varato l’ennesimo decreto sicurezza, vietato qualsiasi corteo e persino sguinzagliato una specie di Basīj, cioè poliziotti in moto e a volto coperto, ma Milano ha disobbedito al loro ordine ed è scesa in piazza. Anzi, sono state le ragazze e i ragazzi a farlo, a non farsi intimidire dalle minacce di Meloni, Salvini e Nordio e a non farsi scoraggiare neanche da un’opposizione fuori fase. A momenti sembrava quasi di essere in uno di quei cortei dell’autunno scorso, che crescevano strada facendo. Il governo e la sua voglia di regime vinceranno soltanto se noi glielo permetteremo, se obbediremo ai loro mille divieti.
Corteo spontaneo a Milano, nonostante i divieti
Da “facciamo come in Francia” a “prendo le distanze dai violenti” il passo è breve, anzi brevissimo. Non parlo delle destre, perché se fosse per loro l’unica manifestazione consentita sarebbe una standing o
Da “facciamo come in Francia” a “prendo le distanze dai violenti” il passo è breve, anzi brevissimo. Non parlo delle destre, perché se fosse per loro l’unica manifestazione consentita sarebbe una standing ovation permanente per il governo. No, parlo dell’opposizione e delle sinistre e di quel riflesso pavloviano che scatta sempre uguale a se stesso e che certifica non solo una certa dose di subalternità, ma soprattutto la distanza sempre più significativa con i soggetti sociali che si vorrebbero rappresentare, ma che non sanno nemmeno più chi sei. Gramsci ci parlò dell’importanza della connessione sentimentale con il popolo. Ecco, forse è da lì che bisogna ripartire

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