• Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014
Menu

il blog di Luciano Muhlbauer

  • Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014
leonka 3.jpg

Formentini uno di noi?

January 3, 2021

La morte si rispetta e forse per questo i profili social della nostra parte di mondo, altrimenti ben più vivaci, sono rimasti piuttosto silenti di fronte alla notizia della scomparsa di Marco Formentini, Sindaco di Milano dal 1993 al 1997. Ma oggi, leggendo tutta una serie di omaggi e ricostruzioni provenienti da voci autorevoli del centrosinistra milanese, che ci presentano un Formentini Sindaco in una assai improbabile veste progressista, cadono francamente le braccia ed è senz’altro il caso di prendere parola.

Beninteso, non siamo degli ingenui, conosciamo i tatticismi elettorali e, quindi, non stupisce, né scandalizza che in vista delle imminenti elezioni comunali si cerchi di lisciare il pelo agli scontenti del leghismo sovranista e nazionalista di Salvini. Ma quando lo si fa così, con un po’ troppa disinvoltura e, soprattutto, espellendo dalla memoria interi pezzi di storia cittadina, allora più che lisciare il pelo ad altri, si rischia di svelare le proprie debolezze e incertezze.

Non c’è nulla di inesatto nelle parole del Sindaco Sala o in quelle dell’Anpi provinciale di Milano. È vero che l’allora sindaco ha proseguito nella costruzione della linea 3 della metropolitana ed è vero che Formentini nella sua adolescenza stava con i partigiani, ma se si omette tutto il resto, cioè tutto quello che importa nella valutazione di un’esperienza politica e istituzionale, alla fine non si racconta un pezzo di storia di Milano, mi si inventa una storia mai accaduta.

Non è mai esistito un leghismo buono delle origini, da contrapporre a quello cattivo di oggi. Erano esistiti soltanto la sottovalutazione, l’inseguimento e gli opportunismi del momento. Correva l’anno 1995 quando Massimo D’Alema pronunciò il suo famoso “la Lega è una costola della sinistra”. Vogliamo riesumare quella storiella?

Ma già allora c’era anche chi colse la natura del fenomeno leghista, che si stava formando negli anni di crisi finale del longevo regime Dc-Psi e che sarebbe poi dilagato con Tangentopoli. Risalgono, infatti, agli anni 1990-1991 i libri I nuovi razzisti e Il tarlo delle leghe di Vittorio Moioli, allora responsabile della formazione del Pci lombardo, che rappresentano alcune delle prime e più lungimiranti analisi critiche del leghismo.

Per Moioli la Lega era un partito di “matrice neo-conservatrice” in forza a quattro particolari connotazioni: “il suo autonomismo separatista, il neo-liberismo in economia, le sue manie xenofobe, l’autoritarismo politico che la contraddistingue come organizzazione” (in Il tarlo delle leghe).

Gli anni del Sindaco Formentini non erano una strana parentesi posta tra Mani Pulite e l’avvento della creatura politica di Berlusconi, ma erano più banalmente i primi anni del ciclo quasi ventennale di amministrazioni di destra della città, che sarebbe terminato soltanto con la sconfitta di Moratti e la vittoria di Pisapia nel 2011.

Marco Formentini era certamente di indole più pacata di Bossi, ma aveva scelto e condiviso il progetto della Lega. La sua campagna elettorale era costellata di temi leghisti, dall’incitamento alla xenofobia (allora c’erano gli albanesi a fare da bersaglio) fino al cavallo di battaglia dello sgombero del Leoncavallo.

Già, il Leoncavallo. Anche quella vicenda ieri è stata ridotta a particolare insignificante oppure estromessa del tutto dal discorso. Eppure lo sgombero del Leoncavallo era una degli argomenti principali della campagna elettorale di Formentini e fu, infine, eseguito durante il suo mandato. E la sua amministrazione non dimenticò nemmeno gli altri temi cari alla Lega.

No, Marco Formentini non era “uomo politico di cui Milano può essere orgogliosa”, non era uno di noi. Era un avversario, che aveva inaugurato il ventennio di egemonia politica della destra in città, aperto le porte di Palazzo Marino al discorso xenofobo e avviato il conflitto permanente contro i movimenti con lo sgombero del Leoncavallo. C’è continuità, non discontinuità e mutilare la memoria di quel tempo, per presentare una versione light al servizio della contingenza, è un segnale davvero pessimo.

Pubblicato su Milano in Movimento e su Pressenza il 3 gennaio 2021

In Politica Tags Milano, Formentini, lega, Leoncavallo, xenofobia, razzismo, sgomberi, Sala, palazzo marino
← Fontana messo sotto tutela – cambiare qualcosa per non cambiare nullaCpr Corelli - Cambiano i governi e le parole, ma restano i lager di Stato →
No results found

Feed Instagram

Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’oc
Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’occupazione militare israeliana di Gerusalemme Est, Cisgiordania, Striscia di Gaza e delle Alture del Golan (poi annesse formalmente da Israele nel 1981). Dopo la Nakba (“catastrofe”) del 1948, cioè la prima espulsione di massa dei palestinesi, la Naksa è ricordata come la seconda grande tragedia del popolo palestinese, perché oltre a una nuova espulsione di massa, avrebbe significato l’avvio sistematico della colonizzazione della Cisgiordania. Ricordare questi eventi non è un esercizio astratto, ma un promemoria concreto per non dimenticare mai che quello che accade oggi con il genocidio non è il frutto del 7 ottobre, che ha agito da mero acceleratore, o della mente criminale di qualche individuo, tipo Ben Gvir o Netanyahu, ma l’esito di un progetto coloniale che viene da lontano e che è stato reso possibile dall’ipocrisia e dalle complicità internazionali.
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con I
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con Israele
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 
📍Milano Largo Donegani
📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 

Qui l’appello che promuove la mobilitazione:

CUBA PER LA PACE
CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA
Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30
mobilitazio
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 📍Milano Largo Donegani 📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 Qui l’appello che promuove la mobilitazione: CUBA PER LA PACE CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30 mobilitazione a Milano Consolato degli Stati Uniti (Turati M3) Decine di organizzazioni, partiti, associazioni e sindacati si sono riuniti per rispondere alle minacce di aggressione contro Cuba. Crediamo sia urgente una mobilitazione unitaria al fianco del popolo cubano. Chiediamo a tutte le forze progressiste, democratiche, antifasciste, pacifiste e solidali di unirsi in un ampio fronte contro ogni tipo di aggressione a Cuba. Chiediamo la fine del blocco, che è a tutti gli effetti una punizione collettiva e unilaterale contro un Paese pacifico che ha esportato solo solidarietà e non rappresenta una minaccia per nessun altro Paese. Invitiamo per giovedì 28 maggio, in concomitanza con la manifestazione a Roma che si concluderà sotto l’Ambasciata Usa, a costruire un momento di mobilitazione unitaria anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. CUBA NO ESTÁ SOLA! 🇨🇺
Con la Palestina e la sua resistenza, contro i criminali e i loro complici, sempre ✊
Con la Palestina e la sua resistenza, contro i criminali e i loro complici, sempre ✊
Con il sole o con la pioggia, sempre Palestina libera e contro ogni complicità con i crimini di Israele
Con il sole o con la pioggia, sempre Palestina libera e contro ogni complicità con i crimini di Israele

Categorie

  • Grandi Opere (1)
  • Razzismo (1)
  • Stato di Polizia (1)
  • Casa (2)
  • Territorio (2)
  • Diritti (3)
  • Guerre e Pace (3)
  • Scuola e Istruzione (3)
  • Sicurezza (3)
  • Solidarietà (9)
  • Lavoro (17)
  • Internazionale (24)
  • Movimenti (32)
  • Antifascismo (36)
  • Politica (40)

Tag 

  • milano
  • Milano
  • antirazzismo
  • antifascismo
  • antifa
  • repressione
  • movimenti
  • curdi
  • Expo 2015
  • Turchia
  • rojava
  • gaza
  • solidarietà
  • sgomberi
  • erdogan
  • regione lombardia
  • pkk
  • migranti
  • jobs act
  • elezioni 5 giugno

Powered by IlCapitano