• Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014
Menu

il blog di Luciano Muhlbauer

  • Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014
MOratti.jpg

Fontana messo sotto tutela – cambiare qualcosa per non cambiare nulla

January 8, 2021

Se avesse potuto, Salvini avrebbe sostituito non solo Gallera, ma anche e soprattutto Fontana, perché se la fallimentare gestione dell’emergenza sanitaria ha dimostrato qualcosa è che ad essere totalmente inadeguato non è soltanto l’assessore alla sanità, ma l’intero governo regionale, a partire dal suo Presidente. Ma non si poteva, a meno di non scegliere la strada della fine anticipata della legislatura e di nuove elezioni regionali, che però sarebbe stata un evidente azzardo, viste le circostanze e la continua erosione di credibilità del buon governo lombardo. E quindi, eccoci alla soluzione Moratti, cioè alla messa sotto tutela e al commissariamento di fatto del presidente regionale.

L’ingresso di Letizia Moratti in giunta regionale, con la pesantissima delega alla Sanità e in qualità di vicepresidente, è una mossa non solo inaspettata, ma per molti versi sorprendente, perché in termini di politique politicienne significa che Salvini cede all’odiato e indebolito Berlusconi una fetta significativa di potere proprio in quella Regione Lombardia, che la Lega sin dalla fine del regime formigoniano ritiene un suo feudo. Ma proprio questo fatto conferma che dietro all’ostentata sicurezza dei vertici regionali si celava una serissima crisi del governo lombardo.

L’entrata a gamba tesa da parte dei capi nazionali, oltre a fare a pezzi la tanto celebrata autonomia regionale, comporta ovviamente degli ulteriori aggiustamenti, riequilibri e accordi, a partire dall’ingresso in Giunta regionale di figure forti della Lega, come l’ex ministra ed ex vicesindaco di Como, Alessandra Locatelli, del cui periodo comasco si ricordano le edificanti battaglie contro i senzatetto e l’accattonaggio, e l’ex sottosegretario del Conte I, Guido Guidesi, a cui viene affidato una nuova delega pesante in materia economica, che tra l’altro gli consentirà di gestire la parte lombarda del recovery fund, mentre uno degli attuali assessori più vicini a Salvini, Stefano Bolognini, viene dirottato verso un incarico ad hoc, tutto incentrato su Milano. Infine, c’è un evidente non detto, cioè che la scelta del candidato sindaco della destra a Milano a questo punto dovrebbe spettare a Salvini.

Ma dopo aver constatato tutto questo, cosa dobbiamo aspettarci, cosa cambierà?

Anzitutto e purtroppo, non cambierà nulla nell’approccio alla sanità, che rimarrà sempre quello definito a suo tempo dal regime formigoniano, tutto incentrato sul sistematico favoreggiamento degli interessi privati e sull’aziendalizzazione della sanità pubblica. Certo, Letizia Moratti, che dovrà affrontare anche il dopo riforma Maroni, probabilmente gestirà le cose con più decisione e meno gaffe del predecessore, ma la direzione di marcia sarà sempre quella.

In secondo luogo, la nuova Giunta avrà un occhio di riguardo per Milano, nel senso che sarà parte attiva nella contesa per l’elezione del Sindaco a Milano. Non c’è solo la delega specifica dedicata a Milano, ma soprattutto la figura di Letizia Moratti, ultimo Sindaco del ciclo quasi ventennale delle amministrazioni di destra a Milano, a dirci che Palazzo Lombardia sta per dichiarare guerra a Palazzo Marino.

Infine, questo governo regionale potrà funzionare? Difficile dirlo ora, ma sicuramente c’è una contraddizione grossa come una casa, cioè da una parte c’è un presidente eletto dai cittadini e dalle cittadine, ma politicamente debole e sotto pressione anche da parte della magistratura, e dall’altra abbiamo come vicepresidente una donna abituata al potere e investita della sua funzione direttamente da Salvini e Berlusconi. Insomma, difficile immaginarsi che l’ex Sindaco di Milano accetti di prendere ordini dall’ex Sindaco di Varese e questo rappresenterà una continua fonte di tensioni, non solo politiche, ma anche istituzionali.

In conclusione, non cambia la sostanza, ma cambia la forma, anche in termini di aggressività politica. Tuttavia, la creatura inventata da Salvini e Berlusconi è il prodotto di una crisi di credibilità delle destre in Lombardia ed è attraversata da forti contraddizioni. In altre parole, più che esultare per la partenza di Gallera, dobbiamo attrezzarci per il nuovo livello di scontro che le destre lombarde hanno scelto.

Pubblicato su Milano in Movimento l’8 gennaio 2021

In Politica Tags regione lombardia, Fontana, Gallera, berlusconi, Salvini, covid-19, pandemia, rimpasto, commissariamento, moratti, Milano
← Libertà per Ocalan – sabato 13 alle h. 15 in piazza della Scala, MilanoFormentini uno di noi? →
No results found

Feed Instagram

Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’oc
Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’occupazione militare israeliana di Gerusalemme Est, Cisgiordania, Striscia di Gaza e delle Alture del Golan (poi annesse formalmente da Israele nel 1981). Dopo la Nakba (“catastrofe”) del 1948, cioè la prima espulsione di massa dei palestinesi, la Naksa è ricordata come la seconda grande tragedia del popolo palestinese, perché oltre a una nuova espulsione di massa, avrebbe significato l’avvio sistematico della colonizzazione della Cisgiordania. Ricordare questi eventi non è un esercizio astratto, ma un promemoria concreto per non dimenticare mai che quello che accade oggi con il genocidio non è il frutto del 7 ottobre, che ha agito da mero acceleratore, o della mente criminale di qualche individuo, tipo Ben Gvir o Netanyahu, ma l’esito di un progetto coloniale che viene da lontano e che è stato reso possibile dall’ipocrisia e dalle complicità internazionali.
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con I
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con Israele
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 
📍Milano Largo Donegani
📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 

Qui l’appello che promuove la mobilitazione:

CUBA PER LA PACE
CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA
Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30
mobilitazio
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 📍Milano Largo Donegani 📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 Qui l’appello che promuove la mobilitazione: CUBA PER LA PACE CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30 mobilitazione a Milano Consolato degli Stati Uniti (Turati M3) Decine di organizzazioni, partiti, associazioni e sindacati si sono riuniti per rispondere alle minacce di aggressione contro Cuba. Crediamo sia urgente una mobilitazione unitaria al fianco del popolo cubano. Chiediamo a tutte le forze progressiste, democratiche, antifasciste, pacifiste e solidali di unirsi in un ampio fronte contro ogni tipo di aggressione a Cuba. Chiediamo la fine del blocco, che è a tutti gli effetti una punizione collettiva e unilaterale contro un Paese pacifico che ha esportato solo solidarietà e non rappresenta una minaccia per nessun altro Paese. Invitiamo per giovedì 28 maggio, in concomitanza con la manifestazione a Roma che si concluderà sotto l’Ambasciata Usa, a costruire un momento di mobilitazione unitaria anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. CUBA NO ESTÁ SOLA! 🇨🇺
Con la Palestina e la sua resistenza, contro i criminali e i loro complici, sempre ✊
Con la Palestina e la sua resistenza, contro i criminali e i loro complici, sempre ✊
Con il sole o con la pioggia, sempre Palestina libera e contro ogni complicità con i crimini di Israele
Con il sole o con la pioggia, sempre Palestina libera e contro ogni complicità con i crimini di Israele

Categorie

  • Grandi Opere (1)
  • Razzismo (1)
  • Stato di Polizia (1)
  • Casa (2)
  • Territorio (2)
  • Diritti (3)
  • Guerre e Pace (3)
  • Scuola e Istruzione (3)
  • Sicurezza (3)
  • Solidarietà (9)
  • Lavoro (17)
  • Internazionale (24)
  • Movimenti (32)
  • Antifascismo (36)
  • Politica (40)

Tag 

  • milano
  • Milano
  • antirazzismo
  • antifascismo
  • antifa
  • repressione
  • movimenti
  • curdi
  • Expo 2015
  • Turchia
  • rojava
  • gaza
  • solidarietà
  • sgomberi
  • erdogan
  • regione lombardia
  • pkk
  • migranti
  • jobs act
  • elezioni 5 giugno

Powered by IlCapitano