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il blog di Luciano Muhlbauer

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G8 Genova: quando iniziò il nostro presente

July 13, 2026

Sono passati 25 anni, il tempo di una generazione. Una distanza notevole, in fondo la stessa che separava la Liberazione dagli anni Settanta e questi ultimi dal G8 di Genova. Così, inevitabilmente, dobbiamo fare i conti con le insidie di tutti gli anniversari, che da una parte costringono a riannodare gli imprescindibili fili della memoria, ma dall’altra sono anche un formidabile volano della sterilizzazione politica, che imprigiona fatti, ragioni e intuizioni collettive negli archivi della storia.

E allora, prima di tutto, dobbiamo chiederci cosa sia stata Genova e se oggi può dirci ancora qualcosa. A chi c’era, a chi non c’era e a chi per età ne ha sentito solo parlare.

Genova non fu un episodio, ma il momento politicamente e simbolicamente più significativo di un movimento, il “movimento dei movimenti”, che si coordinava a livello sovranazionale con i “forum sociali” e si esprimeva principalmente con la contestazione dei vertici internazionali, come quelli di Seattle nel 1999, di Praga e Nizza nel 2000 e, ovviamente, di Genova nel 2001, individuati come i luoghi più rappresentativi della globalizzazione neoliberista.

Fu il primo rilevante fenomeno politico e sociale di contrasto al dilagare globale delle politiche neoliberiste, che ovunque smantellavano welfare e diritti sociali, concentravano potere e ricchezze e si proclamavano l’unico mondo possibile. “Fine della storia” aveva sentenziato Francis Fukuyama.

In questo contesto, l’urlo collettivo “un altro mondo è possibile” fu un potente atto di rottura. E da qui dobbiamo partire, perché se rimuoviamo tutto questo, Genova diventa semplicemente incomprensibile e muta.

Diventerebbe incomprensibile la massiccia e preordinata repressione, che a questo punto si ridurrebbe a una semplice catena di errori e deviazioni individuali nella gestione dell’ordine pubblico, come peraltro proclamano da due decenni le troppe narrazioni accomodanti e interessate in circolazione.

E, soprattutto, diventerebbe incomprensibile il fatto che la mobilitazione sociale non si fermò dopo Genova, nonostante l’ostentata brutalità repressiva, le torture e l’omicidio di Carlo. Certo, le persone erano uscite da Genova con il loro carico di dolori, paure e ferite, ma non tornarono a casa e non lo fecero nemmeno dopo l’11 settembre, che impresse un repentino e radicale cambio di scenario. Anzi, nel 2002 il movimento avrebbe organizzato a Firenze anche il primo Forum sociale europeo.

La War on Terror scatenata dagli Usa portò all’invasione dell’Afghanistan nell’ottobre del 2001 e poi a quella dell’Iraq nel marzo del 2003. Il movimento seppe cogliere la sua natura non transitoria, la chiamò “Guerra globale permanente” e si fece anche e soprattutto movimento contro la guerra. Cambiò quindi parzialmente pelle e si allargò, fino alle oceaniche manifestazioni contro la guerra all’Iraq, ma la sua anima e il suo motore sarebbero rimasti sempre quelli di Genova.

Genova non fu l’ultimo sussulto del Novecento, ma il primo del tempo presente. Non c’è un tema sollevato e indicato a Genova che oggi non abbia drammaticamente dispiegato le sue potenzialità distruttive. E anche la composizione di quel movimento, le sue modalità e le sue contraddizioni preannunciavano alcune caratteristiche che ritroviamo nelle mobilitazioni odierne.

Siamo reduci da un anno politico segnato dalle straordinarie mobilitazioni contro il genocidio di Gaza, probabilmente le più partecipate dai tempi del ciclo del 2001-2003. E oggi come allora si pone il problema dell’efficacia della lotta, cioè del come tradurre la forza d’urto del movimento in risultati tangibili, in mutamento dello stato di cose presente, e non solo nello spostamento di pezzi dell’opinione pubblica. E oggi come allora, anzi più decisamente di allora, si è posto il problema del rapporto tra le realtà organizzate, capaci per loro natura di formare decisioni, e la maggioritaria partecipazione spontanea delle persone.

Non sono questioni di lana caprina, ma sono il cuore del problema, perché così come allora non fermammo la marcia del neoliberismo o la guerra all’Iraq, oggi in Palestina continua la pulizia etnica e a casa nostra prosegue la complicità con i crimini di Israele.

Ritornare a Genova 25 anni dopo ha senso solo se lo facciamo con questo spirito e con la consapevolezza che Genova appartiene al nostro tempo. Ha senso soltanto se ricordare non diventa una gita al museo delle cere, ma un’immersione nella carne viva di quel movimento. Per non dover sempre ricominciare da zero, per non soccombere alle miserie del presente e per ricordarci che la storia è ancora tutta da scrivere.

Pubblicato su Milano in Movimento il 13 luglio 2026

I principali appuntamenti a Genova nel 25° anniversario:

  • Domenica 19 luglio – Corteo nazionale “In ogni caso nessun rimorso” – h. 15.30 in piazza Carlo Giuliani (Alimonda)

  • Lunedì 20 luglio – presidio musica e parole – dalle h. 14.30 in piazza Carlo Giuliani (Alimonda)

In Movimenti Tags Genova, G8 Genova, Genova 2001, gaza, alimonda, Carlo Giuliani
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LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA

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LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono: la caccia agli antifa scatenata dall’amministrazione Trump è sbarcata anche in Italia, colpendo il collettivo Autistici/Inventati, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro e dichiarato “Specially Designated Global Terrorist” dal Dipartimento di Stato. Di solito, quando gli Usa sanzionano qualcun* per motivi politici, tipo i giudici della corte penale internazionale o Francesca Albanese, l’Italia e gli altri paesi europei balbettano due banalità, ma poi non muovono nemmeno mezzo dito. Ora cosa farà il governo italiano? Si adeguerà anche stavolta al comando di Trump o avrà qualche sussulto di dignità? Già, domanda più che legittima, perché Autistici/Inventati non è un gruppo clandestino, ma una realtà del movimento attiva alla luce del sole e legalmente nella lotta per i diritti digitali sin dal 2001, l’anno di Genova. La mia completa solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati!
Riprendono i sabati palestinesi a Milano e vediamo di farli crescere nei prossimi mesi, perché ce ne sarà un gran bisogno, per la Palestina e per noi
Riprendono i sabati palestinesi a Milano e vediamo di farli crescere nei prossimi mesi, perché ce ne sarà un gran bisogno, per la Palestina e per noi
21 AGOSTO 2025 HANNO SGOMBERATO IL LEONCAVALLO

Quello dello sgombero agostano del Leo non è certo un anniversario che si ricorda con piacere, anche perché diede l’avvio a un intero anno di sgomberi pesanti. Era seguito l’As
21 AGOSTO 2025 HANNO SGOMBERATO IL LEONCAVALLO Quello dello sgombero agostano del Leo non è certo un anniversario che si ricorda con piacere, anche perché diede l’avvio a un intero anno di sgomberi pesanti. Era seguito l’Aska e poi è arrivato anche il turno dello Spin Time. C’è coerenza e metodo nell’azione di questo governo. In decine di migliaia eravamo scesi in piazza a Milano l’autunno scorso contro lo sgombero, in decine di migliaia eravamo anche a Torino mesi dopo e ora a Roma è consistente la mobilitazione per lo Spin Time. Bene, perché vuol dire che non sono riusciti a creare il vuoto, ma forse, da parte nostra, qualche riflessione in più su come tradurre la mobilitazione in risultati ci vorrà. Anche perché loro non si fermeranno, anzi.
IO STO CON MARGHERITA! 

È passato quasi un mese dal licenziamento politico dí Margherita Napoletano da parte del San Raffaele, ma nonostante agosto la solidarietà non si è mai fermata. Il presidio permanente continuer&agr
IO STO CON MARGHERITA! È passato quasi un mese dal licenziamento politico dí Margherita Napoletano da parte del San Raffaele, ma nonostante agosto la solidarietà non si è mai fermata. Il presidio permanente continuerà giorno e notte, finché Margherita non verrà reintegrata. Fateci un salto, si trova sul piazzale del San Raffaele e lo vedete subito #IoStoConMargherita
Non dovrei più essere qui, ma poi l’Etna ha deciso diversamente 🤷🏻‍♂️

#Modica #siciliabedda
Non dovrei più essere qui, ma poi l’Etna ha deciso diversamente 🤷🏻‍♂️ #Modica #siciliabedda
Ecco, se ne va un altro pezzo della colonna sonora della mia adolescenza. Ciao Francesco ❤️
Ecco, se ne va un altro pezzo della colonna sonora della mia adolescenza. Ciao Francesco ❤️

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