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il blog di Luciano Muhlbauer

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La repressione non molla la presa: confermata la detenzione per Hannoun e gli altri palestinesi

June 19, 2026

Niente da fare, non è servita nemmeno la pronuncia della Cassazione del maggio scorso, che aveva definito inutilizzabile il materiale dei servizi israeliani alla base del teorema accusatorio. Il tribunale di riesame di Genova ha deciso che Hannoun, Dawoud, Yasser e Ryad devono rimanere in carcere.

Il presidente e gli altri attivisti dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (Api) sono stati arrestati il 27 dicembre scorso e da allora si trovano incarcerati in attesa del processo. L’accusa è pesante, cioè favoreggiamento del terrorismo, e altrettanto pesante è di conseguenza il regime carcerario a cui sono sottoposti.

Leggeremo le motivazioni del giudice quando verranno pubblicate, ma alcune cose vanno chiarite da subito. I quattro palestinesi non sono accusati di alcun fatto violento, né di aver preparato o anche solo ipotizzato degli atti violenti. Non sono accusati di detenzione di armi, né di aver trafficato con armi. Niente di tutto ciò, nemmeno un coltellino svizzero si trova nell’inchiesta.

Peraltro, la loro associazione benefica, l’Api, organizza a Milano ogni sabato manifestazioni di piazza a sostegno della Palestina. Lo fa sin dall’autunno del 2023 e mai, ma proprio mai, è successo qualcosa degno di nota sotto il profilo dell’ordine pubblico. E, infatti, mai la Questura ha ritenuto di dover vietare queste mobilitazioni, né prima, né dopo gli arresti del dicembre scorso.

E quindi, qual è l’accusa? Semplice, per dirla con le parole della Procura di Genova, l’accusa è di aver versato il denaro raccolto a sostegno della popolazione palestinese ad “associazioni con sede a Gaza, nei Territori Palestinesi o in Israele, dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad HAMAS”.

È così, se tra gli oltre 10mila orfani gazawi sostenuti dalle donazioni dell’Api si trovano anche 9 figli di “martiri”, allora anche questo diventa incredibilmente una “prova” della collusione con il terrorismo.

Ma in fondo, accuse di questo tenore vengono utilizzate ampiamente da Israele contro chiunque sia considerato sgradito, comprese le decine di Ong, tra cui Medici senza Frontiere, Oxfam e Save the Children, espulse dai territori palestinesi occupati.

Purtroppo questo teorema repressivo, per cui in ultima analisi qualsiasi palestinese che resiste all’occupazione e al genocidio è un terrorista e chi esprime solidarietà con il popolo palestinese è potenzialmente un suo complice, vive e produce i suoi effetti nefasti anche in Europa, specie nei paesi con governi strettamente alleati con quello israeliano, come il governo Meloni.

Questo è il problema e per questo non dobbiamo lasciare da solo nessuno e nessuna.

Pubblicato su Milano in Movimento il 19 giugno 2026

In Movimenti Tags Hannoun, api, gaza, Palestina, repressione
La farsa europea continua: niente sanzioni per Israele →
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Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’oc
Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’occupazione militare israeliana di Gerusalemme Est, Cisgiordania, Striscia di Gaza e delle Alture del Golan (poi annesse formalmente da Israele nel 1981). Dopo la Nakba (“catastrofe”) del 1948, cioè la prima espulsione di massa dei palestinesi, la Naksa è ricordata come la seconda grande tragedia del popolo palestinese, perché oltre a una nuova espulsione di massa, avrebbe significato l’avvio sistematico della colonizzazione della Cisgiordania. Ricordare questi eventi non è un esercizio astratto, ma un promemoria concreto per non dimenticare mai che quello che accade oggi con il genocidio non è il frutto del 7 ottobre, che ha agito da mero acceleratore, o della mente criminale di qualche individuo, tipo Ben Gvir o Netanyahu, ma l’esito di un progetto coloniale che viene da lontano e che è stato reso possibile dall’ipocrisia e dalle complicità internazionali.
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con I
Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con Israele
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 
📍Milano Largo Donegani
📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 

Qui l’appello che promuove la mobilitazione:

CUBA PER LA PACE
CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA
Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30
mobilitazio
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 📍Milano Largo Donegani 📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 Qui l’appello che promuove la mobilitazione: CUBA PER LA PACE CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30 mobilitazione a Milano Consolato degli Stati Uniti (Turati M3) Decine di organizzazioni, partiti, associazioni e sindacati si sono riuniti per rispondere alle minacce di aggressione contro Cuba. Crediamo sia urgente una mobilitazione unitaria al fianco del popolo cubano. Chiediamo a tutte le forze progressiste, democratiche, antifasciste, pacifiste e solidali di unirsi in un ampio fronte contro ogni tipo di aggressione a Cuba. Chiediamo la fine del blocco, che è a tutti gli effetti una punizione collettiva e unilaterale contro un Paese pacifico che ha esportato solo solidarietà e non rappresenta una minaccia per nessun altro Paese. Invitiamo per giovedì 28 maggio, in concomitanza con la manifestazione a Roma che si concluderà sotto l’Ambasciata Usa, a costruire un momento di mobilitazione unitaria anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. CUBA NO ESTÁ SOLA! 🇨🇺
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