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il blog di Luciano Muhlbauer

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Malasanità: il San Raffaele licenzia una sindacalista perché ha denunciato disservizi

July 25, 2026

L’ospedale privato San Raffaele di Milano ha licenziato Margherita Napoletano, storica delegata sindacale della Cub e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Il licenziamento è arrivato a conclusione di un pretestuoso procedimento disciplinare, ma non vi è dubbio che le ragioni vere risiedano nella sua costante e puntale denuncia delle condizioni di lavoro e salariali e dei disservizi.

La storia del San Raffaele è strettamente intrecciata con il cosiddetto modello lombardo di sanità, che oggi di fatto è diventato il modello nazionale. Cioè, un servizio sanitario misto, pubblico-privato, dove la parte privata tende ad assorbire sempre più risorse pubbliche, mentre quella pubblica viene spinta al margine e costretta a criteri di gestione privatistici.

Il San Raffaele era stato fondato da Don Verzè e la sua età d’oro coincise con l’era della presidenza Formigoni e della gestione ciellina della sanità lombarda. Nel 2011, però, due anni prima della caduta del quasi ventennale regno formigoniano, il San Raffaele fu travolto dai debiti e fu acquisito da uno dei gruppi più potenti della sanità privata, il Gruppo San Donato.

In altre parole, fare attività sindacale, organizzare mobilitazioni e portare fatti scomodi alla luce pubblica significa scontrarsi con una proprietà potente e con interessi economici e politici consistenti. Ed è esattamente quello che è successo a Margherita.

Anni di lotte e denunce contro le condizioni di lavoro al San Raffaele, i salari ormai inferiori a quelli del 2012, i tagli del personale e l’esternalizzazione a cooperative, anche per servizi delicati, e poi è arrivata la collaborazione di Margherita all’inchiesta di Report, “La punta dell’iceberg”, messa in onda il 10 maggio scorso.

Forse ricordate, alla fine del 2025 nel reparto “Iceberg” del San Raffaele si sfiorò la tragedia, perché il personale di una cooperativa, che copriva dei turni, non era professionalmente preparato a gestire casi di malati gravi. I fatti divennero di dominio pubblico, anche grazie a Margherita, e l’amministratore unico dell’ospedale si dovette dimettere.

Ecco, la colpa di Margherita Napoletano è questa. Quella di fare la sindacalista come si deve, di non fregarsi della salute delle persone e, in ultima analisi, di pensare che la sanità non può ridursi a mero business.

Ora viene il tempo della lotta per far reintegrare al suo posto di lavoro Margherita. Lo farà il suo sindacato e lo faranno le sue colleghe e i suoi colleghi, ma anche noi tutte e tutti dovremo fare la nostra parte. 

Massima solidarietà a Margherita!

Pubblicato su Milano in Movimento il 25 luglio 2026



In Lavoro Tags Milano, sanità privata, San Raffaele, licenziamento, Margherita Napoletano
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Oggi a Milano davanti alla stazione Centrale per la Palestina, in occasione del 59° anniversario della Naksa (“sconfitta”). La “guerra dei sei giorni”, com’è conosciuta in occidente, aveva portato all’occupazione militare israeliana di Gerusalemme Est, Cisgiordania, Striscia di Gaza e delle Alture del Golan (poi annesse formalmente da Israele nel 1981). Dopo la Nakba (“catastrofe”) del 1948, cioè la prima espulsione di massa dei palestinesi, la Naksa è ricordata come la seconda grande tragedia del popolo palestinese, perché oltre a una nuova espulsione di massa, avrebbe significato l’avvio sistematico della colonizzazione della Cisgiordania. Ricordare questi eventi non è un esercizio astratto, ma un promemoria concreto per non dimenticare mai che quello che accade oggi con il genocidio non è il frutto del 7 ottobre, che ha agito da mero acceleratore, o della mente criminale di qualche individuo, tipo Ben Gvir o Netanyahu, ma l’esito di un progetto coloniale che viene da lontano e che è stato reso possibile dall’ipocrisia e dalle complicità internazionali.
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Un migliaio in piazza a Milano oggi in occasione dello sciopero generale del sindacalismo di base, contro guerra e precarietà, per la Palestina e per aumenti salariali. Forte la richiesta di cessazione immediata di ogni complicità con Israele
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 
📍Milano Largo Donegani
📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 

Qui l’appello che promuove la mobilitazione:

CUBA PER LA PACE
CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA
Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30
mobilitazio
🇨🇺 CUBA NO ESTÁ SOLA 📍Milano Largo Donegani 📅 Giovedì 28 maggio h. 17.30 Qui l’appello che promuove la mobilitazione: CUBA PER LA PACE CONTRO LE AGGRESSIONI MILITARI USA Giovedì 28 maggio dalle ore 17.30 mobilitazione a Milano Consolato degli Stati Uniti (Turati M3) Decine di organizzazioni, partiti, associazioni e sindacati si sono riuniti per rispondere alle minacce di aggressione contro Cuba. Crediamo sia urgente una mobilitazione unitaria al fianco del popolo cubano. Chiediamo a tutte le forze progressiste, democratiche, antifasciste, pacifiste e solidali di unirsi in un ampio fronte contro ogni tipo di aggressione a Cuba. Chiediamo la fine del blocco, che è a tutti gli effetti una punizione collettiva e unilaterale contro un Paese pacifico che ha esportato solo solidarietà e non rappresenta una minaccia per nessun altro Paese. Invitiamo per giovedì 28 maggio, in concomitanza con la manifestazione a Roma che si concluderà sotto l’Ambasciata Usa, a costruire un momento di mobilitazione unitaria anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. CUBA NO ESTÁ SOLA! 🇨🇺
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