• Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014
Menu

il blog di Luciano Muhlbauer

  • Home
  • Chi sono
  • Contatti
  • Archivio 2005-2014

Con il popolo curdo, contro il terrorismo di Stato. Martedì 13 ott. h. 19 @SanBabila Milano, Mobilitazione cittadina

October 11, 2015

Ancora una bomba contro i curdi, ancora una strage nella Turchia di Erdogan. Dopo Dyarbakir e Suruç, ora è toccata ad Ankara. Il bilancio, ancora provvisorio, si fa sempre più spaventoso e i morti accertati hanno ormai superato il numero di cento. Erdogan, il presidente che si crede sultano, ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale, ma nel frattempo non ha fermato nemmeno per un secondo la sua guerra contro i curdi. Anche in questo momento i suoi arei bombardano nel Kurdistan turco e iracheno, mentre il Pkk ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale. Anche ora, mentre scriviamo, una feroce repressione strangola la popolazione civile in molte città curde, in particolare in quelle che avevano votato in massa per l’Hdp alle elezioni di giugno scorso.

Nel paese di Erdogan essere curdo, di sinistra o semplicemente oppositore significa rischiare la vita. Non puoi nemmeno fare del giornalismo indipendente, perché anche in quel caso rischi. Gli uomini dell’Isis, invece, continuano a fare quello che vogliono in Turchia e sul confine con la Siria, poiché per loro non ci sono né bombardamenti, né repressione, anzi. E così, mentre i curdi sono tra i pochissimi a combattere veramente Daesh, Erdogan combatte i curdi.

C’è un limite a tutto, anche all’indicibile ipocrisia della politica europea e italiana. La Turchia è un paese Nato, è un alleato dell’Italia. Tutti sanno cosa sta accadendo in Turchia e tutti sanno che l’obiettivo di Erdogan è ottenere nella elezioni anticipate del 1° novembre prossimo quella maggioranza che gli permetterebbe di riformare la costituzione in senso autoritario, costi quel che costi, anche un bagno di sangue. Tutti sanno, eppure tutti fanno finta di non sapere e di non vedere.

Il 14 settembre scorso oltre mille persone avevano manifestato a Milano, chiedendo di rompere il silenzio e di schierarsi contro la guerra di Erdogan. Era stato un buon corteo, nello stesso giorno in cui ad Expo si celebrava, come se niente fosse, il national day della Turchia. La stampa non aveva dato grande risalto al corteo, così come, peraltro, non hanno trovato grande spazio le denunce di questo periodo circa le atrocità delle forze di sicurezza turche contro la popolazione curda. Ma, in fondo, non c’è nulla di cui meravigliarsi, visto che dietro la retorica “umanitaria” che accompagna le scelte dei nostri governi, si nasconde ben altro, tipo il via libera della Nato alla repressione anticurda di Erdogan in cambio dell’uso di un aeroporto militare per bombardare l’Isis in Siria. Realpolitik, ci dirà qualcuno, ma è proprio quella realpolitik che ci sta conducendo al disastro tutti quanti.

Oggi va detto chiaro e tondo, di nuovo, ma senza più alcuna tolleranza verso le ambiguità: chiunque, con le sue parole, i suoi atti o il suo silenzio, copre Erdogan è complice e corresponsabile di quello che sta avvenendo e del sangue versato. E questo vale per tutti, da Renzi fino all’ultimo degli amministratori locali. Ma vale anche per noi tutti e tutte. Ecco perché bisogna mobilitarsi, dare un segno, schierarsi e rompere quell’insopportabile silenzio.

Martedì prossimo, 13 ottobre, su iniziativa delle comunità curde in Italia, si manifesterà in diverse città italiane, contro la strage di Ankara, contro il terrorismo di Stato e per la pace subito. A Milano l’appuntamento è alle ore 19.00 in piazza San Babila, come ha deciso oggi la comunità curda milanese.

Seguite l’evento facebook www.facebook.com/events/735315363279378/, dove potete leggere l’appello, segnalare le vostre adesioni (anche quelle delle realtà e delle organizzazioni) e vedere gli aggiornamenti. E, soprattutto, partecipate e fate partecipare, perché, come dice quella scritta apparsa oggi sui muri di Ankara, “Non sono le bombe, il vostro silenzio ci uccide”.

In Internazionale Tags Turchia, Annkara, strage, erdogan, pkk, hdp, guerra, Suruc, Nato, milano, mobilitazione, 13 ottobre san babila, kurdi, curdi
← Turchia. Vince la strategia della tensione, ma la sinistra curda resisteNuove minacce neofasciste a Saverio Ferrari. Solidarietà con Saverio! →
No results found

Feed Instagram

Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente d
Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente disoneste, non fanno che ribadire che la ragione ultima vada cercata nell’abbandono delle classi popolari e nella trasformazione in pretoriani degli interessi dominanti da parte delle forze politiche tradizionali. Eppure, si insiste e si insiste ancora, dal taglio del welfare al riarmo, passando per qualche rincorsa securitaria delle destre. In Germania il governo Merz, tenuto in vita da quello che resta della socialdemocrazia, punta tutto sul riarmo e vuole costruire il “primo esercito europeo”, salvo poi rischiare di doverlo consegnare ai nuovi nazi. Un capolavoro. Ora, io non dico che sarà semplice, perché anche avendoli visti arrivare e avere belle analisi non è sufficiente, ma cristo almeno smettiamola di pensare che qualche appello antifascista e qualche ammucchiata senza bussola possa portare da qualche parte.
Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed
Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed è così oggi. Per questo è decisivo impegnarsi per la rottura di ogni collaborazione con la colonizzazione, la pulizia etnica e il genocidio.
#compas #uniti #freepalestine #milano #napoli
#compas #uniti #freepalestine #milano #napoli
Di nuovo per la Palestina, come ieri e come domani, perché neanche per un giorno dobbiamo arrenderci alla normalizzazione del genocidio, a Milano e ovunque
Di nuovo per la Palestina, come ieri e come domani, perché neanche per un giorno dobbiamo arrenderci alla normalizzazione del genocidio, a Milano e ovunque
A Milano riprendono i cortei del sabato per la Palestina
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA

No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono:
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono: la caccia agli antifa scatenata dall’amministrazione Trump è sbarcata anche in Italia, colpendo il collettivo Autistici/Inventati, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro e dichiarato “Specially Designated Global Terrorist” dal Dipartimento di Stato. Di solito, quando gli Usa sanzionano qualcun* per motivi politici, tipo i giudici della corte penale internazionale o Francesca Albanese, l’Italia e gli altri paesi europei balbettano due banalità, ma poi non muovono nemmeno mezzo dito. Ora cosa farà il governo italiano? Si adeguerà anche stavolta al comando di Trump o avrà qualche sussulto di dignità? Già, domanda più che legittima, perché Autistici/Inventati non è un gruppo clandestino, ma una realtà del movimento attiva alla luce del sole e legalmente nella lotta per i diritti digitali sin dal 2001, l’anno di Genova. La mia completa solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati!

Categorie

  • Grandi Opere (1)
  • Razzismo (1)
  • Stato di Polizia (1)
  • Casa (2)
  • Territorio (2)
  • Diritti (3)
  • Guerre e Pace (3)
  • Scuola e Istruzione (3)
  • Sicurezza (3)
  • Solidarietà (9)
  • Lavoro (19)
  • Internazionale (24)
  • Movimenti (33)
  • Antifascismo (36)
  • Politica (40)

Tag 

  • milano
  • Milano
  • antirazzismo
  • antifascismo
  • antifa
  • repressione
  • movimenti
  • curdi
  • gaza
  • Expo 2015
  • Turchia
  • rojava
  • solidarietà
  • sgomberi
  • erdogan
  • regione lombardia
  • pkk
  • migranti
  • jobs act
  • elezioni 5 giugno

Powered by IlCapitano