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il blog di Luciano Muhlbauer

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La solidarietà con la Palestina nel mirino

December 27, 2025

L’accusa per le otto persone arrestate, tra cui il presidente dell’Associazione palestinesi in Italia (Api), Mohammad Hannoun, è pesantissima, cioè associazione con finalità di terrorismo. E com’era ovvio, governo, destre e non solo non hanno perso tempo e si sono già scatenati per estendere quella accusa all’insieme delle persone e delle realtà che si sono mobilitate al fianco del popolo palestinese e contro il genocidio.

Insomma, dopo il bullismo politico contro Francesca Albanese, i tentavi di espellere Mohamed Shahin, la dichiarazione di illegittimità dello sciopero generale del 3 ottobre e gli annunci di iniziative legislative tese a mettere fuorilegge la critica al sionismo, ora siamo oggettivamente di fronte a un salto di qualità.

Non è nostra intenzione -e non è nemmeno il nostro ruolo- entrare nel merito delle inchieste della magistratura, ma non possiamo esimerci dal notare, comunicato delle procure alla mano, che il cuore delle accuse si basa essenzialmente sulla parola di Israele circa la natura di alcune associazioni palestinesi. E questo è un problema che va ben oltre il perimetro giudiziario.

Infatti, quando leggiamo il lunghissimo comunicato del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e del Procuratore della Repubblica di Genova, che spiega in dettaglio le accuse, non troviamo preparativi di attentati o atti violenti di alcun genere e nemmeno la detenzione di un semplice coltellino svizzero, ma fondamentalmente l’accusa di aver versato il denaro raccolto a sostegno della popolazione palestinese ad “associazioni con sede a Gaza, nei Territori Palestinesi o in Israele, dichiarate illegali dallo Stato di Israele, perché appartenenti, controllate o comunque collegate ad HAMAS”.

Non c’è alcuna indagine autonoma da parte della magistratura o degli organi di sicurezza italiani sulla natura di queste associazioni, cosa che peraltro Israele non permetterebbe a nessuno, ma una semplice dichiarazione da parte del governo israeliano. E com’è ampiamento risaputo, Netanyahu accusa di essere controllato o complice di Hamas praticamente chiunque esprima una critica, a qualsiasi titolo, all’operato del suo governo, compresa l’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi (UNRWA). Figuriamoci poi le organizzazioni palestinesi.

In altre parole, se questa è la ratio chiunque intrattenga rapporti, anche mediante donazioni, con organizzazioni e associazioni palestinesi sgradite al governo Netanyahu, rischia in prospettiva di finire sul banco degli accusati, politicamente o peggio.

Sembra quasi che i procuratori si rendano conto delle possibili implicazioni quando in coda al loro comunicato scrivono: “Come ovvio, le indagini e i fatti attraverso esse emersi non possono in alcun modo togliere rilievo ai crimini commessi ai danni della popolazione palestinese successivamente al 7 ottobre 2023 nel corso delle operazioni militari intraprese dal Governo di Israele, per i quali si attende il giudizio da parte della Corte Penale Internazionale, da rendersi in conformità allo Statuto di Roma, ratificato da 125 Stati Membri, fra i quali, in un ruolo di impulso e sostegno, l’Italia.”

Peccato soltanto che solo dieci giorni fa altri due giudici di quella Corte penale siano stati sottoposti a sanzione dagli Usa, perché si erano permessi di respingere l’istanza israeliana, tesa a bloccare le indagini sui crimini di guerra, e che il governo italiano, così come gli altri governi europei, non abbia mosso un dito.

Pubblicato su Milano in Movimento il 27 dicembre 2025

Credits: foto di Gianfranco Candida

In Movimenti Tags Hannoun, Palestina, gaza, repressione, api, terrorismo, Netanyahu
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Questa volta tutto si può dire tranne che non li abbiamo visti arrivare, perché stanno arrivando un po’ dappertutto e in parte sono già arrivati. Anche le analisi sono già state fatte e, quando non sono palesemente disoneste, non fanno che ribadire che la ragione ultima vada cercata nell’abbandono delle classi popolari e nella trasformazione in pretoriani degli interessi dominanti da parte delle forze politiche tradizionali. Eppure, si insiste e si insiste ancora, dal taglio del welfare al riarmo, passando per qualche rincorsa securitaria delle destre. In Germania il governo Merz, tenuto in vita da quello che resta della socialdemocrazia, punta tutto sul riarmo e vuole costruire il “primo esercito europeo”, salvo poi rischiare di doverlo consegnare ai nuovi nazi. Un capolavoro. Ora, io non dico che sarà semplice, perché anche avendoli visti arrivare e avere belle analisi non è sufficiente, ma cristo almeno smettiamola di pensare che qualche appello antifascista e qualche ammucchiata senza bussola possa portare da qualche parte.
Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed
Oggi il corteo palestinese di Milano ha raggiunto il Consolato Usa, perché senza la complicità del cosiddetto Occidente, in primis gli Stati Uniti, semplicemente Israele non potrebbe fare quello che sta facendo. Era così ieri ed è così oggi. Per questo è decisivo impegnarsi per la rottura di ogni collaborazione con la colonizzazione, la pulizia etnica e il genocidio.
#compas #uniti #freepalestine #milano #napoli
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Di nuovo per la Palestina, come ieri e come domani, perché neanche per un giorno dobbiamo arrenderci alla normalizzazione del genocidio, a Milano e ovunque
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A Milano riprendono i cortei del sabato per la Palestina
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA
COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA

No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono:
LA REPRESSIONE POLITICA DELL’AMMINISTRAZIONE TRUMP SBARCA IN ITALIA COLLETTIVO AUTISTICI/INVENTATI SANZIONATO DAGLI USA No, non è una fake news o uno scherzo di cattivo gusto, ma è una triste realtà dei tempi che corrono: la caccia agli antifa scatenata dall’amministrazione Trump è sbarcata anche in Italia, colpendo il collettivo Autistici/Inventati, sanzionato dal Dipartimento del Tesoro e dichiarato “Specially Designated Global Terrorist” dal Dipartimento di Stato. Di solito, quando gli Usa sanzionano qualcun* per motivi politici, tipo i giudici della corte penale internazionale o Francesca Albanese, l’Italia e gli altri paesi europei balbettano due banalità, ma poi non muovono nemmeno mezzo dito. Ora cosa farà il governo italiano? Si adeguerà anche stavolta al comando di Trump o avrà qualche sussulto di dignità? Già, domanda più che legittima, perché Autistici/Inventati non è un gruppo clandestino, ma una realtà del movimento attiva alla luce del sole e legalmente nella lotta per i diritti digitali sin dal 2001, l’anno di Genova. La mia completa solidarietà al Collettivo Autistici/Inventati!

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