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il blog di Luciano Muhlbauer

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Il tappo è saltato

September 24, 2025

Non c’è dubbio, il 22 settembre il composito e articolato movimento per la Palestina ha esondato e condiviso una giornata di mobilitazione, sciopero, occupazioni e azioni, al di là di appartenenze, bandiere e generazioni. Insomma, un tappo è saltato e, dopotutto, era ora che accadesse dopo quasi due anni di genocidio e di inazione e complicità istituzionale.

A differenza di alcune parti della sinistra, le destre che governano il nostro paese hanno compreso immediatamente il senso della giornata di lunedì. Lungi dal voler porre fine alla loro impermeabilità rispetto alle istanze sociali hanno scelto lo scontro frontale e di proseguire senza soluzione di continuità la campagna della destra globale su Charlie Kirk, sposando apertamente il discorso di Trump e Netanyahu e accusando chiunque si mobiliti contro il massacro del popolo palestinese di essere un utile idiota al servizio di Hamas. E, ovviamente, sono ricorsi al collaudato metodo del divide et impera, buttandola in sicurezza e ordine pubblico.

A Milano quotidiani e tv sono pieni di racconti di maranza rabbiosi calati dalle periferie, antagonisti che strumentalizzano, anarchici vari e casseur pronti a spaccare tanto per spaccare. Secondo loro questo spiegherebbe cos’è successo attorno alla stazione Centrale lunedì pomeriggio, ma in realtà è solo un racconto per cavalcare e suscitare paure e per parlare d’altro.

Chiunque fosse presente e in buona fede ha visto che non c’è stato un assalto alla stazione da parte di qualche gruppo di violenti, ma che c’erano migliaia di manifestanti che ritenevano logico e giustificato andare ad occupare i binari nella giornata del “blocchiamo tutto” e come peraltro avvenuto in altre città italiane, in autostrade, porti e stazioni, senza che si registrassero drammi. A Milano, invece, c’è stata una rigidità inusuale per i canoni meneghini e l’ordine tassativo era bloccare i manifestanti ad ogni costo, con manganello e lacrimogeni a tonnellate. Chi l’ha deciso? Il Questore? Roma? O semplicemente c’era confusione e impreparazione?

Non sono domande sciocche, perché viviamo nell’epoca dei decreti sicurezza e della crescente intolleranza istituzionale verso ogni forma di dissenso e opposizione e sebbene non siamo negli Stati Uniti, dove l’ICE è ormai un braccio armato del trumpismo e la guardia nazionale viene schierata nelle città governate dall’opposizione, è palese che nelle destre alberghi la tentazione di mettere le polizie al servizio degli interessi politici dei partiti di governo.

E non sono domande sciocche perché una volta che hai indicato il cattivo da colpire, poi arrivano i provvedimenti. Per ora agli arresti sono finite delle persone fermate all’inizio, prima degli scontri veri e propri, tra cui due minorenni che messi insieme fanno metà del peso di un singolo celerino ed erano pure a mani nude. Ma non è finita qui, lo sappiamo, e qualcuno potrebbe tentare di approfittare della situazione anche per liberarsi di qualche scomoda realtà di movimento, tipo il centro sociale Lambretta.

Ma torniamo al tappo che in troppi vorrebbero rimettere e, quindi, alle nostre responsabilità. Le narrazioni tossiche su Milano e gli insulti delle destre di governo non devono distrarci in un momento in cui Israele continua con il genocidio e intensifica la pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania, con il pieno e rivendicato sostegno di Trump e, di fatto, del governo Meloni. E in cui stanno iniziando gli attacchi veri e propri alla Global Sumud Flotilla.

Questo è il momento di intensificare la mobilitazione, stringendoci stretti e strette, e soprattutto di crescere, allargare e costruire convergenze nelle lotte, perché il tappo è saltato e non dobbiamo farlo rimettere.

Pubblicato su Milano in Movimento il 24 settembre 2025

In Movimenti Tags gaza, palestina, milano, sciopero generale, scontri, stazione centrale, movimenti
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Ancora un sabato palestinese a Milano, perché neanche per un momento dobbiamo permettere che cali il silenzio sul genocidio
Ancora un sabato palestinese a Milano, perché neanche per un momento dobbiamo permettere che cali il silenzio sul genocidio
Milano per la Palestina libera, contro genocidio, riarmo e repressione
Una bella giornata, uno sciopero generale riuscito contro carovita e riarmo e un’importante convergenza generazionale che ha ribadito ancora una volta che il Governo Meloni ha fatto male i conti se pensava di zittirci con i suoi divieti e la re
Una bella giornata, uno sciopero generale riuscito contro carovita e riarmo e un’importante convergenza generazionale che ha ribadito ancora una volta che il Governo Meloni ha fatto male i conti se pensava di zittirci con i suoi divieti e la repressione. A Milano un corteo enorme ha sfilato per più di cinque ore e dopo un anno ha di nuovo bloccato la tangenziale con i corpi di decine di migliaia di persone
Una marea umana lunga 4 km ha invaso la Tangenziale Est di Milano on occasione dello sciopero generale
Hanno militarizzato la città, varato l’ennesimo decreto sicurezza, vietato qualsiasi corteo e persino  sguinzagliato una specie di Basīj, cioè poliziotti in moto e a volto coperto, ma Milano ha disobbedito al loro ordine ed &egrav
Hanno militarizzato la città, varato l’ennesimo decreto sicurezza, vietato qualsiasi corteo e persino sguinzagliato una specie di Basīj, cioè poliziotti in moto e a volto coperto, ma Milano ha disobbedito al loro ordine ed è scesa in piazza. Anzi, sono state le ragazze e i ragazzi a farlo, a non farsi intimidire dalle minacce di Meloni, Salvini e Nordio e a non farsi scoraggiare neanche da un’opposizione fuori fase. A momenti sembrava quasi di essere in uno di quei cortei dell’autunno scorso, che crescevano strada facendo. Il governo e la sua voglia di regime vinceranno soltanto se noi glielo permetteremo, se obbediremo ai loro mille divieti.

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