Il Senato della Repubblica ha approvato oggi il cosiddetto ddl antisemitismo, che però si basa sulla contestatissima e ambigua definizione proposta dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), che di fatto tende ad assimilare antisemitismo e antisionismo e che, nei paesi dov’è già stata elevata al rango di legge, ha contribuito alla repressione della critica alle politiche di occupazione, espansione e pulizia etnica di Israele.
Non a caso la definizione dell’IHRA è contestata anche da organizzazioni ebraiche e criticata apertamente dalla Jerusalem Declaration on Antisemitism.
Il ddl presentato dalla Lega è stato approvato con 105 sì, 24 no e 21 astenuti. Hanno votato a favore le destre, Azione, Italia viva e i “riformisti” del Pd. Si è astenuto il resto del Pd e hanno votato contro Avs e M5S.
Giusto per capirci, il provvedimento contiene anche una delega al governo “in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line”.
Non occorre essere dei veggenti per capire che questo provvedimento, voluto fortemente dal Governo Meloni, è concepito come un’ulteriore stretta contro la solidarietà con il popolo palestinese e le campagne di denuncia del genocidio, che nell’autunno scorso avevano portato nelle piazze italiane milioni di persone.
E così, dopo la pioggia di denunce e sanzioni contro manifestanti delle mobilitazioni pro Palestina, peraltro non ancora finita, e il varo di un ulteriore pesante decreto sicurezza, il governo si vuole dotare di un altro strumento per zittire chi non si adegua. Ed è significativo che questo ddl venga messo ai voti proprio in questi giorni, quando Israele ha scatenato, insieme agli Usa, la guerra contro l’Iran, invaso di nuovo il Libano e accelerato ulteriormente la pulizia etnica nei territori palestinesi occupati. Insomma, il messaggio è piuttosto chiaro.
Il ddl deve passare ora alla Camera dei Deputati per l’approvazione finale. Quindi è questo il momento di alzare la nostra voce, per non trovarci domani a fare i conti con altri bavagli e divieti.
Pubblicato su Milano in Movimento il 4 marzo 2026
